Gioia Tauro, l’ex sindaco Alessio, “Teatro dell’Assurdo”: “La marcia su… Gioia Tauro ovvero la Giunta in piazza contro il Viminale”

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MISS BALLE SPAZIALI alias La Capasanta – (Samān)

LA MARCIA SU… GIOIA TAURO!

ovvero: La Giunta in piazza contro il Viminale

Cronaca di un’Autodenuncia a Carta Intestata

— Cinquantacinquesima Edizione —

Il sipario del nostro «Teatro dell’Assurdo» non fa in tempo a calare che si riapre a furor di popolo. Questa volta la compagine scenica guidata dalla Capasanta si è superata, regalandoci una commedia tragicomica che porta persino un numero di protocollo ufficiale: il N° 30381 dell’08 settembre 2026.

I fedeli e docili assessori, presi da un impeto di sviscerata devozione, hanno impugnato la penna e la carta intestata del Comune di Gioia Tauro per spedire una missiva infuocata direttamente al Ministero dell’Interno. Un’opera d’arte burocratica destina a rimanere impressa negli annali della storia cittadina.

L’epico ultimatum al Viminale

Nel documento, la Giunta esprime dapprima la doverosa solidarietà al Primo Cittadino per i recenti atti intimidatori, ma subito dopo la narrazione scivola irrimediabilmente nel surreale. Gli assessori accusano le Istituzioni e il Ministero di «silenzio» e di mancata tutela, arrivando a formulare una minaccia senza precedenti: se il Viminale non darà risposte immediate, si dicono «pronti a scendere in piazza insieme alla comunità per reclamare la dovuta protezione».

Avete capito bene? La Giunta Comunale minaccia di manifestare in piazza contro lo Stato e contro il Ministero dell’Interno! Una sommossa dell’amministrazione locale contro le medesime istituzioni repubblicane di cui fa parte.

Anziché promuovere una fermissima mobilitazione di popolo contro la presenza asfissiante e arrogante della ’ndrangheta — che da anni soffoca il territorio atteggiandosi a padrona —, l’esecutivo sceglie la via più comoda: protestare contro lo Stato. È decisamente più agevole attaccare le istituzioni centrali (ovvero se stessi) anziché contrastare a viso aperto il crimine organizzato.

Ora attendiamo con ansia di vedere tutta questa grinta scagliarsi con pari determinazione e autorevolezza contro gli ’ndranghetisti. I quali, percepito il cambio di vento e spaventati da tanta inflessibilità giuntale, staranno senz’altro già preparando le valigie per fuggire da Gioia Tauro a notte fonda…

Gli «autogol» della Giunta

Nel maldestro tentativo di far scudo alla Capasanta, la compagine di giunta comunale ha confezionato un autentico capolavoro di autodistruzione politica e amministrativa:

• Uso improprio del ruolo e della sede istituzionale: aver utilizzato la funzione pubblica e la carta intestata dell’Ente per veicolare un messaggio di affetto e vicinanza personale, trasformando un’attestazione privata di solidarietà in un atto ufficiale del Comune;

• L’ingiusta accusa di inerzia al Viminale: aver denunciato la presunta assenza dello Stato proprio mentre il Comune è sotto stretta osservazione istituzionale e le Forze dell’Ordine lavorano alacremente. La presenza imponente delle Forze dell’Ordine durante la processione della Madonna di Maria Santissima di Porto Salvo dell’8 settembre u.s. è la prova più tangibile dell’attenzione riposta sul nostro territorio dalla Prefettura, dalla Procura della Repubblica e dalle Magistrature;

• Il ricatto della piazza: aver formalizzato in un atto protocollato la minaccia di proteste di piazza contro il Ministero costituisce un’inadeguata ed indebita pressione politica, inaccettabile per chi governa una comunità complessa come Gioia Tauro;

• Mancanza di riservatezza e prudenza: le misure di tutela e sicurezza si sollecitano nei canali riservati preposti, non certo con proclami di piazza, soprattutto in contesti delicati che richiedono il massimo rigore istituzionale;

• Aperta sfiducia negli organi dello Stato: un’iniziativa improvvida che suona come una palese delegittimazione di chi garantisce ogni giorno, con spirito di servizio e sacrificio, la sicurezza dei cittadini.

«Nel Teatro dell’Assurdo mancava solo questa!»

«Ce la faremo, perché non ci siamo mai arresi»

Aldo Alessio (Ulisse)

già Sindaco di Gioia Tauro