Dai Grimaldi ai Musco. Trasmissione di titoli e feudi in Calabria tra il XVI e il XX secolo: una ricostruzione genealogico-giuridica
Set 10, 2026 - redazione
Dai Grimaldi ai Musco. Trasmissione di titoli e feudi in Calabria tra il XVI e il XX secolo: una ricostruzione genealogico-giuridica (parte I)
di Walter Bonanno
- Contesto istituzionale: titoli e feudi nei domini spagnoli di Napoli e Milano
La storia della nobiltà meridionale in età moderna e contemporanea è segnata da processi di acquisto, refuta e trasmissione di titoli e feudi, spesso svincolati da antiche ascendenze militari e fondati su logiche patrimoniali e matrimoniali. Il caso delle famiglie Oliva Grimaldi, Serra, Brunas Serra e Musco offre un caso studio utile a osservare tali dinamiche in Calabria, tra Gerace nella Jonica reggina e Terranova (con capoluogo spostato all’odierna Cittanova) nella Piana di Gioia Tauro.
Tra XVI e XVII secolo, nei domini spagnoli di Napoli e Milano, la Corona sistematizzò la vendita di titoli nobiliari (cavaliere, barone, conte, duca, ecc.) e di feudi (centri abitati con pertinenze) per far cassa. Nel Regno di Napoli, tali operazioni erano gestite dal Tribunale della Regia Camera della Sommaria; nel Ducato di Milano, dal Senato di Milano, che curavano la registrazione e la legittimazione degli atti di compravendita. I feudi comprendevano sia le terre patrimonio del feudatario sia terre comuni e di privati minori; col tempo, le proprietà fondiarie private formarono un mercato distinto da quello di titoli e feudi: acquisendo una quota significativa delle terre nel territorio feudale, si poteva ottenere il pieno possesso feudale, sempre a pagamento. Titoli e feudi non coincidevano necessariamente: un titolo poteva perdere la potestà feudale sulla località oponente e acquisirla su altre, mentre titoli e feudi potevano migrare su linee diverse. - I feudi di Terranova e di Gerace
Con il passaggio dei feudi alla famiglia genovese degli Oliva Grimaldi nel XVI secolo, marchesato di Gerace e ducato di Terranova, già accomunati dalla signoria dei Fernández de Córdoba dal 1504 al 1558, si trovarono legati a formare un unico grande complesso patrimoniale e giurisdizionale noto nelle fonti dell’epoca come Stato di Gerace e Terranova, patrimonio dei Principi di Gerace. I perimetri feudali non furono statici, tuttavia, essi coincisero sommariamente con i territorio degli attuali comuni:
- Marchesato di Gerace (dal 1609 principato), coi suoi casali corrispondenti agli attuali comuni di Gerace, Locri, Antonimina, Canolo, Portigliola.
- Ducato di Terranova, coi suoi casali corrispondenti agli attuali comuni di Cittanova, Taurianova, Rizziconi, Gioia Tauro, Molochio, Terranova Sappo Minulio.
Nel 1609, in concomitanza del riconoscimento del titolo principesco, venne riconosciuto anche il titolo marchionale di Gioja, le cui terre e casale erano già ricomprese nell’ambito dell’ampio feudo di Terranova.
I feudi mantennero la denominazione toponomastica e sede delle magistrature originali; tuttavia, Girolamo Grimaldi, principe di Gerace, il 12 agosto 1618 avviò la fondazione ex novo di Casalnuovo (l’odierna Cittanova) in posizione baricentrica rispetto ai feudi, portandovi la propria residenza ufficiale e facendone di fatto il capoluogo feudale.
- Gli Oliva Grimaldi e l’acquisto nel 1574 di Terranova, Gerace, Gioia
La famiglia genovese degli Oliva (poi Oliva Grimaldi) era già signora di Montesantangelo dal 1552; nel 1574 ottenne il ducato di Terranova in Calabria, investita da Filippo II di Spagna. Si trattò di un acquisto oneroso (le fonti riportano circa 275–280.000 ducati), una somma ingente per l’epoca; le conversioni in euro sono indicative e dibattute. Il principato di Gerace fu ottenuto successivamente (1609) e la linea maschile si estinse in femminile, trasmettendo i titoli principesco, ducale e marchionale legati a Gerace, Terranova e Gioia ai Serra per via matrimoniale. - Il passaggio dai Grimaldi ai Serra per via femminile
Maria Teresa Oliva Grimaldi (1733–1783) sposata con Gian Agostino Oliva Grimaldi (1720-1791) , ultima “Signora dello Stato di Terranova e Gerace”, trasmise i titoli alla figlia Maria Antonia Oliva Grimaldi (1758–1822), che il 15 settembre 1777 (alcune fonti indicano 1779) sposò Giovan Battista Serra (1742–1787). Da questo matrimonio, attraverso il secondogenito Francesco Maria (1781-1858), IX principe di Gerace, nacque la linea “Serra di Gerace”, cui rimasero i titoli di Principe di Gerace, Duca di Terranova e Marchese di Gioja, oltre una parte delle vaste proprietà fondiarie. Così fino all’ultimo e dodicesimo principe di Gerace, Giovambattista Serra, nato a Napoli nel 1884, morto a Roma il 13 dicembre 1946, sposato con Maria Grazia Carafa (Napoli 1823 – ivi 1907) dei duchi d’Andria, padre di Luisa Serra di Gerace che ha sposato nel 1946 il principe Massimiliano Windisch Graetz. - I Brunas Serra: proprietà a Terranova e Gioja, ma titolo ducale di Cardinale
Il marchese Giovanni Agostino Serra (1780-1854) VIII principe di Gerace, figlio primogenito di Maria Antonia Grimaldi, ebbe solo un figlio naturale: Luciano Brunas Serra. Questi, sposando nel 1843 Giovanna Filangeri (1822–1886), VII duchessa di Cardinale in quanto il padre (Carlo principe di Satriano) le cedette il titolo, ottenne iure uxori per la propria discendenza il titolo ducale di Cardinale. I Brunas Serra, pur possedendo ingenti proprietà fondiarie nell’ambito dei feudi di Terranova e Gioja, verosimilmente lasciate a Luciano dal padre Giovanni Agostino, senza questo matrimonio sarebbero stati sprovvisti di titolo. La refuta del titolo da parte di Giovanna Filangeri fu autorizzata con Regio Rescritto del 9 maggio 1854, come attestano le fonti araldiche. - Estinzione maschile dei Brunas Serra e rinnovo del titolo a Ettore Musco (1980)
Dal matrimonio di Luciano Brunas Serra con Giovanna Filangeri nacquero, tra gli altri, Carlo (1845–1912), VIII duca di Cardinale, ed Eduardo (1846–1919), IX duca di Cardinale, sposato a Giuseppina Merlotti. I loro figli Luciano (†1933) e Ruggero (†1940), rispettivamente X e XI duca di Cardinale, morirono senza eredi diretti, estinguendo la linea maschile dei Brunas Serra. Fu quindi il figlio di Elisa, Ettore Musco (1899–1990), a ottenere il rinnovo del titolo di Duca di Cardinale con Regie Lettere Patenti di Umberto II del 2 giugno 1980. - L’eredità dei Cardinale: Adolfo Musco ed Elisa Brunas Serra
Adolfo Musco (1871–1946), originario di Castelvetere (poi Caulonia), a Gioia Tauro arrivò sposando Elisa Brunas Serra di Cardinale (1872–1959), ultima discendente dei duchi di Cardinale. I Musco, benché attivi tra Napoli e poi Roma, sono gli esponenti della nobiltà locale con estese proprietà nella Piana e nella Jonica che si andava disfacendo. Adolfo godeva del trattamento di barone, fondato sul feudo di Ambato e Auto (titoli riconosciuti al padre Domenico con Regie Lettere Patenti del 21 agosto 1906).
Ricostruzione dell’albero Genealogico realizzato tramite Chatgpt, sulla base delle informazioni genealogiche e con elaborazione del prompt, direzione araldica e revisione creativa dell’autore.
Fonti e bibliografia essenziale
● Archivio di Stato di Napoli e SIUSA: patrimoni archivistici su Grimaldi, Serra, Brunas Serra. siusa-archivi.cultura.gov
● Famiglia Oliva Grimaldi di Gerace (SBTI): genealogia dettagliata e titoli (1574, 1609). sbti
● Annuario della Nobiltà italiana, XXXI edizione, 2010, volume II, sub voce, S.A.G.I., Teglio
● Famiglie nobili napoletane: schede Musco, Brunas Serra, Serra. dgagaeta.cultura.gov+1
● Senato della Repubblica – Archivio storico: scheda Amedeo Acton.
● Normativa italiana: art. 14 disp. trans. e finale Cost.; decreti 2008–2010 sulla Consulta araldica.dgagaeta.cultura.gov
● Galasso, Giuseppe. La Calabria spagnola. Soveria Mannelli: Rubbettino, 2012.
● Armoriale: https://www.armoriale.it/wiki/Armoriale_delle_famiglie_italiane
Apparato delle abbreviazioni
● RR.LL.PP.: Regie Lettere Patenti. dgagaeta.cultura.gov
● disp. trans. e finale: disposizioni transitorie e finali (Costituzione italiana). dgagaeta.cultura.gov
● SIUSA: Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. siusa-archivi.cultura.gov
● XII duca: dodicesimo duca (numerazione del titolo). dgagaeta.cultura.gov
Ringraziamenti
Un ringraziamento speciale al prof. Andrea Borella, direttore e editore dell’«Annuario della Nobiltà Italiana», per avermi generosamente introdotto ai fondamenti della scienza araldica. La sua profonda competenza e disponibilità sono insostituibili.
Dai Grimaldi ai Musco. Trasmissione di titoli e feudi in Calabria tra il XVI e il XX secolo: una ricostruzione genealogico-giuridica (parte II)
di Walter Bonanno
- Il quadro normativo italiano tra non riconoscimento dei titoli e statuti di famiglia
La XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana stabilisce che “I titoli nobiliari non sono riconosciuti” e che “I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome”. Lo Stato non riconosce alcun valore giuridico, legale o pubblico ai titoli nobiliari, ma non ne vieta l’uso privato; ha scelto di non entrare nel merito della loro disciplina. La Consulta araldica, organo che riconosceva e disciplinava i titoli durante il Regno d’Italia, è stata formalmente soppressa con i decreti “taglia-leggi” del 2008–2010, che hanno abrogato la legislazione precedente del 1869 e del 1929. Nonostante il non riconoscimento, gli esperti di diritto nobiliare attribuiscono valore normativo agli statuti di famiglia (o leggi dinastiche), che regolano successioni, matrimoni e amministrazione dei beni delle case reali e nobiliari; tali statuti sono presi in considerazione in cause civili (ad esempio, la disputa sul Capo di Casa Savoia). Parimenti, le singole lettere patenti che hanno concesso i titoli disciplinano, nell’ambito delle leggi dinastiche, l’ereditarietà della nobiltà. - Uso dei titoli e trattamenti onorifici oggi
Un paradosso del non riconoscimento è un uso più libero dei titoli: se, secondo le leggi dinastiche, il titolo spetterebbe a un solo membro (di regola il capofamiglia o il primogenito), oggi tutti i membri della famiglia possono fregiarsi o essere appellati con il trattamento corrispondente (barone, principe, ecc.). Ai discendenti non titolati di un nobile si usa e si è usato il trattamento onorifico di “don” o “donna”; colloquialmente, i figli di un titolato erano detti “baroncino/a” o “principino/a”. - La discendenza di Ettore Musco e la successione dinastica
Ettore Musco (Napoli, 14 febbraio 1899 – Roma, 2 settembre 1990), barone di Ambato e Auto dopo la morte del fratello maggiore Domenico (1897–1977), fu investito del titolo di Duca di Cardinale (XII duca) nel 1980. Dal suo matrimonio con l’armena Adelaide Babayan († 28 maggio 2002) nacque, tra gli altri, Edoardo (Napoli, 28 novembre 1937), che, stando alle leggi dinastiche di Casa Savoia e alle lettere patenti di conferimento, ha ereditato sia il titolo ducale di Cardinale sia il titolo baronale di Ambato e Auto, e, secondo le stesse regole, alla sua morte i titoli dovrebbero quindi essere passati al figlio Berdj Domenico (Roma, 10 febbraio 1972). Al netto del non riconoscimento da parte della Repubblica, a questi spetterebbe, quindi, il trattamento di barone e di duca; colloquialmente, nel contesto storico e sociale legato alla famiglia Musco, prevale il trattamento di “barone”, più antico e diffuso rispetto a quello di “duca”. - Geografia feudale e proprietà fondiarie nella Piana e nella Jonica
Ai vari matrimoni dei Brunas Serra di Cardinale si deve la presenza, nella Piana, di alcuni cognomi eccellenti legati a vasti latifondi. Le proprietà fondiarie legate al titolo di Gerace, in capo a Giovan Battista Serra, furono verosimilmente scorporate dal feudo e trasmesse per dote ai Brunas Serra, che dalla moglie Filangeri guadagnarono un titolo ma non tutte le terre, quantomeno non nella Piana. I circa 1400 ettari di terra coltivabile, 350 ettari a quota, oltre a boschi e casali, furono poi ripartiti tra i figli. - Discendenza di Luciano ed Eduardo Brunas Serra (sintesi)
I figli di Luciano Brunas Serra e Giovanna Filangeri, e la loro discendenza, includono:
● Maria Brunas Serra (1844–1905), maritata a Edoardo Colonna (1833–1904);
● Carlo Brunas Serra (1845–1912), VIII duca di Cardinale, morto celibe e senza eredi;
● Eduardo Brunas Serra (1846–1919), IX duca di Cardinale, sposato a Giuseppina Merlotti, dalla cui unione nacquero:
○ Luciano Brunas Serra, X duca di Cardinale (†1933);
○ Ruggero Brunas Serra, XI duca di Cardinale (†1940);
○ Elisa Brunas Serra (1872–1959), maritata ad Adolfo Musco, barone di Ambato e Auto;
● Agata Brunas Serra (1848–1925), maritata nel 1867 a Emanuele Imperiali di Francavilla (1845–1933);
● Giulia Brunas Serra (1851–1938), maritata nel 1869 a Giuseppe Giudice Caracciolo (1838–1905), con la figlia Anna Maria Giudice Caracciolo (1870–1969), maritata nel 1900 ad Amedeo Acton (1871–1938);
● Augusto Brunas Serra, del quale si hanno poche notizie, è verosimilmente colui a cui è intitolata l’attuale via Augusto Serra nel centro di Gioia Tauro (RC).
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- Una nobiltà “mercantesca”: paralleli europei
Il quadro restituisce una nobiltà né militare né patrizia, bensì “mercantesca”, percepita o sostanziale che sia. Richiama il caso di Caterina de’ Medici (1519–1589), regina di Francia, dispregiativamente definita dai nobili francesi “mercantessa” perché i Medici erano ricchi banchieri più che prestigiosi nobili; così come per Maria de’ Medici (1575–1642), altra regina di Francia e nipote della precedente, tacciata come “la grosse Banquière” per gli stessi motivi. Anche le dinamiche matrimoniali, funzionali allo spostamento di asset nobiliari e feudali, non devono sorprendere: basti ricordare il motto degli Asburgo d’Austria, “Bella gerant alii, tu felix Austria nube!” (Altri facciano la guerra, tu, felice Austria, sposati!). - Armoriale
Lo scudo losangato di rosso su campo argento caratteristico di tutti i rami dei Grimaldi è facilmente rintracciabile data la sua diffusione. Quanto alle armi dei Brunas Serra e dei Musco l’evidenza iconografica si arena, salvo approfondite ulteriori ricerche archivistiche ed epigrafiche. Tuttavia, partendo dalla blasonatura riportata sugli armoriali disponibili, è possibile avanzare delle ipotesi ricostruttive.
- Grimaldi
Cognome: Oliva Grimaldi
Titolo: principe di Gerace
Blasonatura: d’argento, fusato di rosso in palo, posti 5-5-5-5
- Serra
Cognome: Serra di Gerace
Titolo: principe di Gerace
Blasonatura: d’oro a due fasce scaccate di due file, d’argento e di rosso
- Brunas Serra
Cognome: Brunas Serra
Titolo: duca di Cardinale
Blasonatura: partito: nel 1º di argento con la punta di nero al cane levriere dell’uno nell’altro linguato e collarinato di rosso e bordato di oro, sormontato da un’aquila di nero armata e linguata di rosso e coronata di oro; nel 2º di oro a due fasce scaccate d’argento e di rosso.
- Musco
Cognome: Musco
Titolo: barone di Ambato e Auto
Blasonatura: d’azzurro al pino di verde posto su di un monte di tre cime d’argento, sostenente un muschio al naturale rivolto, sostenuto da due leoni d’oro controrampanti.
Gli scudi araldici sono realizzati tramite Adobe Firefly, sulla base della descrizione armoriale storica e con elaborazione del prompt, direzione araldica e revisione creativa dell’autore.
Fonti e bibliografia essenziale
● Archivio di Stato di Napoli e SIUSA: patrimoni archivistici su Grimaldi, Serra, Brunas Serra. siusa-archivi.cultura.gov
● Famiglia Oliva Grimaldi di Gerace (SBTI): genealogia dettagliata e titoli (1574, 1609). sbti
● Annuario della Nobiltà italiana, XXXI edizione, 2010, volume II, sub voce, S.A.G.I., Teglio
● Famiglie nobili napoletane: schede Musco, Brunas Serra, Serra. dgagaeta.cultura.gov+1
● Senato della Repubblica – Archivio storico: scheda Amedeo Acton.
● Normativa italiana: art. 14 disp. trans. e finale Cost.; decreti 2008–2010 sulla Consulta araldica.dgagaeta.cultura.gov
● Galasso, Giuseppe. La Calabria spagnola. Soveria Mannelli: Rubbettino, 2012.
● Armoriale: https://www.armoriale.it/wiki/Armoriale_delle_famiglie_italiane
Apparato delle abbreviazioni
● RR.LL.PP.: Regie Lettere Patenti. dgagaeta.cultura.gov
● disp. trans. e finale: disposizioni transitorie e finali (Costituzione italiana). dgagaeta.cultura.gov
● SIUSA: Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. siusa-archivi.cultura.gov
● XII duca: dodicesimo duca (numerazione del titolo). dgagaeta.cultura.gov
Ringraziamenti
Un ringraziamento speciale al prof. Andrea Borella, direttore e editore dell’«Annuario della Nobiltà Italiana», per avermi generosamente introdotto ai fondamenti della scienza araldica. La sua profonda competenza e disponibilità sono insostituibili.



