Gioia Tauro, l’alta velocità promessa e mai arrivata. Tra retromarce, silenzi e minoranza assente
Giu 11, 2026 - redazione
Gioia Tauro va “a un’altra velocità”. Peccato che questa velocità sia solo quella del tempo che passa. Siamo a giugno 2026, l’orario estivo è entrato da settimane, è stato ricambiato nuovamente, eppure tutto ciò che il Consiglio comunale del 3 dicembre 2024 aveva messo nero su bianco resta fermo al punto di partenza.
Quella sera il sindaco, rivolgendosi ai consiglieri di minoranza che avevano abbandonato l’aula, parlò proprio di “alta velocità”. Disse pubblicamente che avrebbe voluto i consiglieri di minoranza presenti in quel momento. Uscì dall’aula dichiarando con fermezza, senza demagogia, che il suo intervento era il frutto di un’attenta riflessione. Definì una “vergogna” essere attaccati da gente di paesi limitrofi, nonostante la stima che lei stessa nutriva nei confronti del sindaco di quella stessa città.
E aggiunse: “Prima di tutto viene la mia città, poi viene il mio partito politico e poi viene tutto il resto”. Affermò che in tutta la Calabria erano abituati a considerare Gioia Tauro “terra di nessuno”, dove si faceva quello che si voleva e ci si prendeva tutto. Ma quella sera ribadì che le cose erano cambiate. “Ora l’aria a Gioia Tauro è cambiata. Ora Gioia Tauro ha un sindaco”.
A questo articolo facciamo riferimento proprio a quelle dichiarazioni del 2024. Il sindaco disse che “l’aria è cambiata”. Ma quale aria è cambiata? A vederla oggi, a giugno 2026, l’aria è sempre quella dell’apatia, dell’abbandono, dell’archiviazione. L’aria di una amministrazione che ha messo da parte le proprie parole e di una stazione che resta ferma, nonostante le promesse solenni fatte in Consiglio comunale.
E a questo punto sorge una domanda: come mai c’è stata questa retromarcia rispetto a quanto dichiarato nel Consiglio comunale del 2024? Forse c’è stato l’intervento di autorità papabili del suo stesso partito che hanno dovuto, per forza di cose, zittire il tutto? Le dichiarazioni erano chiare, la fermezza era pubblica. Poi il silenzio. E nel silenzio, nessun treno alta velocità in più.
Sono passati circa 20 mesi da quelle affermazioni, da quelle determinazioni sull ‘ alta velocità” per Gioia Tauro. Venti mesi in cui si è parlato di fermezza, di cambiamento, di una città che non sarebbe più stata terra di nessuno. Eppure a giugno 2026 la realtà è diversa.
È una vergogna che non si fermino i treni, dopo i tanti soldi spesi e dopo che la stazione di Gioia Tauro è una delle più belle dell’Italia meridionale, del Mezzogiorno. Una stazione moderna, con un ampio posteggio con il comando della polfer, baricentrica per tutti i paesi dell’entroterra preaspromontani che avrebbero una grande facilità nel raggiungerla.
Da anni gli orari cambiano: primaverili, estivi, autunnali. Gli orari si aggiornano, i treni no. Nessun convoglio alta velocità è stato aggiunto, come invece era stato promesso con fermezza dal sindaco di Gioia Tauro in quella seduta consiliare. Non se ne è parlato più. Le promesse sono rimaste lì, appese al 3 dicembre 2024, mentre i pendolari, gli studenti, i cittadini dell’entroterra continuano ad aspettare.
A tal proposito ci rivolgiamo anche alla minoranza. Ok, era assente in quanto uscita in anticipo dal Consiglio comunale del 3 dicembre 2024. Ma negli altri 20 mesi successivi è continuata a rimanere assente su questa problematica. Come mai dopo le dichiarazioni del sindaco ha fatto orecchie da mercante? Perché non ribadisce l’attuale situazione di stallo che ancora vige alla stazione di Gioia Tauro per la mancata fermata dei treni alta velocità?
A distanza di venti mesi nulla è stato portato a conclusione. Anzi, nulla è stato neppure preso in considerazione. Si è cambiato l’orario, si è cambiata stagione. Ma la sostanza è rimasta la stessa.
Gioia Tauro merita fatti, non solo parole. Merita che a una stazione tra le più belle del Sud corrisponda un servizio all’altezza. Merita che “l’alta velocità” di cui si parlava 20 mesi fa diventi finalmente realtà. Altrimenti resta solo l’amarezza di una città che, ancora una volta, corre alla velocità di chi aspetta.
Il 3 dicembre 2024 non è una data da archiviare. È un impegno preso pubblicamente. E a giugno 2026 quell’impegno è ancora tutto da onorare.




