Gioia Tauro, dimissioni consiglio comunale, Ginetta Pedulla’: “Chi semina odio e divisione non costruisce nulla, ma prepara solo macerie”
Set 02, 2026 - redazione
Con il cuore segnato da una profonda amarezza, ma con la coscienza serena di chi ha sempre agito nel pieno rispetto del mandato ricevuto, comunico alla città di Gioia Tauro e a tutti i cittadini che mi hanno onorato della loro fiducia, la mia decisione di rassegnare le dimissioni dal Consiglio Comunale. Dietro la mia scelta nessun retroscena legato al gruppo dal quale provengo e ne rivendico la totale autonomia della determinazione.
Si tratta di una scelta meditata a lungo, maturata nel silenzio di questi ultimi mesi, durante i quali ho assistito con crescente sconcerto al deteriorarsi del clima politico e civile all’interno della nostra amministrazione. Ho sempre creduto che il confronto delle idee, per quanto acceso, fosse la linfa vitale della democrazia, il sale della politica. Purtroppo, questo spazio si è progressivamente prosciugato, lasciando il posto a una dinamica che reputo profondamente dannosa per la nostra comunità.
Da tempo, infatti, si è persa l’abitudine al dialogo costruttivo.
Ogni qualvolta si è tentato di portare un contributo critico o di avanzare una proposta alternativa, il dibattito è scivolato inevitabilmente sul piano personale. Gli attacchi non si sono limitati alle idee, ma hanno assunto i contorni di offese gratuite che hanno coinvolto, a tratti, anche la sfera personale e familiare. È un metodo che non appartiene alla mia concezione della politica e che, temo, abbia finito per avvelenare il pozzo del confronto, creando spaccature e contrapposizioni che nulla hanno a che fare con il bene della città.
Molti gli episodi indegni in sede consiliare, molti gli atti formali ingiustificati, come la decadenza e il reintegro del consigliere La Rosa, molte le uscite dell’amministrazione a discredito di altre realtà della Piana, anche in tempi non recenti, moltissime le condotte che hanno svilito il vivere democratico ed il confronto costruttivo.
Ma l’episodio simbolo di questa deriva è stato, per me, l’utilizzo in aula della frase “ti massacro”, un’espressione che, al di là delle intenzioni di chi l’ha pronunciata, suona come un monito inquietante e sancisce l’impossibilità di un dialogo civile. In un momento storico in cui, invece, sarebbe fondamentale tessere alleanze e costruire ponti, questi atteggiamenti, lungi dall’essere episodi isolati, sono diventati uno standard. E, in questo standard, per una voce che vuole essere autentica, palesemente non c’è più spazio per esistere in maniera propositiva.
Questo modo di fare politica, fatto di sterili contrapposizioni, ha contribuito a dividere e contrapporre la nostra stessa città, allontanandola da quella prospettiva di unità e sviluppo che tutti auspichiamo.
È per questo che ho deciso di fare un passo indietro.
Non per abbandonare il mio impegno civile, ma per restare fedele a quei valori di coerenza e rispetto che mi hanno guidato fino ad oggi. Ringrazio di cuore, con commozione, tutti i cittadini che mi hanno accordato la loro preferenza e la loro stima, permettendomi di sedere su quello scranno. A loro va la mia più sincera gratitudine e il dovere di spiegare questa scelta: me ne vado perché non è più possibile, in questo contesto, offrire un contributo utile e costruttivo alla crescita di Gioia Tauro.
Ringrazio, inoltre, tutti i cittadini di Gioia Tauro senza alcuna distinzione che avranno voluto apprezzare il mio impegno a fare opposizione nell’esclusivo interesse della città.
Se la politica è l’arte di costruire il futuro, allora chi semina odio e divisione non costruisce nulla, ma prepara solo macerie. Come ci ricordava il sommo Poeta, “non è il sapere che rende l’uomo grande, ma il saper vivere in società”. È proprio questo “saper vivere in società”, questo rispetto dell’altro e delle istituzioni, che è venuto meno e che io, con la mia scelta, intendo difendere e rivendicare.



