Gioia Tauro, bufera sulla villa confiscata al boss Molè: «Esclusa ALAGA dalla riapertura, perché cambiare nome?». VIDEO
Ott 21, 2026 - redazione
Gioia Tauro, bufera sulla villa confiscata al boss Molè: «Esclusa ALAGA dalla riapertura, perché cambiare nome?»
L’associazione che gestisce la struttura da anni non sarebbe stata informata dell’inaugurazione. Dubbi anche sulla nuova intitolazione e sul futuro della gestione fino al 2043.
A Gioia Tauro si accende la polemica sulla villa confiscata all’ex boss della ’ndrangheta Rocco Molè, diventata negli anni un punto di riferimento per iniziative sociali e servizi dedicati alle persone più fragili.
Al centro della vicenda c’è l’associazione ALAGA, che da anni opera sul territorio e che, secondo quanto denunciato, non sarebbe stata informata dell’inaugurazione della struttura. Una circostanza che solleva interrogativi sulla gestione dell’immobile e sulle decisioni dell’attuale amministrazione comunale.
L’associazione viene riconosciuta per il lavoro svolto nella realizzazione di centri antiviolenza, offrendo accoglienza, assistenza e sostegno a numerose donne e ai loro bambini in situazioni di difficoltà.
«Una struttura del genere non dovrebbe avere una colorazione politica», è il senso della contestazione, che punta l’attenzione sul ruolo sociale svolto dall’associazione e sulla necessità di tutelare il lavoro costruito negli anni.
Inaugurazione e cambio di nome: scoppia il caso
A suscitare perplessità sarebbe anche la decisione di procedere con l’inaugurazione nonostante, secondo quanto dichiarato, la struttura non fosse ancora pronta e dovesse essere collaudata.
Un altro punto controverso riguarda la nuova intitolazione dell’immobile, che sarebbe stata decisa senza un accordo con l’associazione destinata, secondo quanto riferito, a proseguire la gestione fino al 2043.
Da qui le domande rivolte al sindaco di Gioia Tauro, : perché procedere con tanta fretta? Perché cambiare il nome della struttura? E perché non coinvolgere chi, per anni, ha contribuito a trasformare un bene sottratto alla criminalità organizzata in una risorsa per la comunità?
Cucina industriale e fondi PNRR: completato.
Tra gli interventi realizzati dall’associazione figura anche una cucina industriale, già pronta ma che, secondo quanto riferito, necessita di ulteriori requisiti strutturali, tra cui un ascensore, per ottenere l’accreditamento.
La precedente amministrazione avrebbe avviato un progetto finanziato con fondi PNRR proprio per consentire il completamento degli interventi necessari e permettere alla struttura di ampliare i propri servizi.
«ALAGA significa impegno concreto per gli ultimi»
La questione, secondo la denuncia, non riguarderebbe soltanto un’inaugurazione o una targa, ma il futuro di un’esperienza sociale radicata nel territorio.
L’associazione rappresenterebbe infatti un patrimonio di collaborazioni, iniziative e sostegno concreto alle persone più deboli, costruito nel corso degli anni.
La richiesta rivolta all’amministrazione è dunque quella di fare chiarezza prima degli appuntamenti pubblici annunciati, compresa la marcia contro la violenza sulle donne, e di spiegare le ragioni delle decisioni adottate.
Il nodo resta aperto: quale sarà il futuro della struttura e quale ruolo verrà riconosciuto all’associazione ALAGA A Gioia Tauro? si chiede trasparenza su una vicenda che intreccia beni confiscati alla ’ndrangheta, servizi sociali e scelte amministrative.



