Il Consiglio comunale del 1° giugno avrebbe dovuto rappresentare un momento di verità per Cittanova. Si discutevano infatti due provvedimenti destinati a segnare il futuro amministrativo e finanziario del nostro Comune: l’approvazione del Rendiconto di Gestione 2025 e il successivo ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Due passaggi fondamentali che avrebbero richiesto un confronto serio, approfondito e soprattutto onesto nei confronti dei cittadini. Purtroppo, invece, abbiamo assistito all’ennesimo tentativo di trasformare una situazione oggettivamente preoccupante in una semplice difficoltà amministrativa, quasi si trattasse di un percorso ordinario. Eppure i documenti discussi in aula raccontano una storia molto diversa da quella che la maggioranza ha provato a rappresentare. Già il fatto che la Prefettura sia dovuta intervenire per richiamare il Comune al rispetto dei termini previsti per l’approvazione del rendiconto avrebbe dovuto suggerire maggiore prudenza e maggiore senso di responsabilità. Le principali criticità emerse durante il dibattito non derivano da una lettura strumentale degli atti. Al contrario, trovano origine proprio nei documenti ufficiali che accompagnano il rendiconto e, in particolare, nelle osservazioni formulate dall’Organo di Revisione che ha il compito di verificare la correttezza e la sostenibilità della gestione finanziaria dell’Ente. Quando un Revisore richiama l’attenzione del Consiglio sulla presenza di squilibri strutturali, sulle difficoltà nella riscossione delle entrate, sulla fragilità della situazione di cassa, sulla cancellazione di consistenti residui attivi e sulla necessità di adottare misure straordinarie per salvaguardare gli equilibri finanziari, non siamo più nel campo della polemica politica. La realtà amministrativa, per quanto qualcuno possa tentare di addolcirla, resta quella descritta dagli atti. Per questa ragione ci ha colpito il tentativo, portato avanti da diversi esponenti della maggioranza, di rappresentare il ricorso al riequilibrio finanziario pluriennale come una sorta di scelta prudenziale, quasi fosse un semplice strumento di programmazione utilizzato per migliorare ulteriormente una situazione già sotto controllo. Se fosse davvero così, però, rimane una domanda alla quale nessuno ha fornito una risposta convincente: perché un Comune che si trova in una situazione ordinaria dovrebbe ricorrere ad una procedura straordinaria prevista dal legislatore per affrontare condizioni di particolare criticità finanziaria? Da una parte si parla di trasparenza, di percorso virtuoso, di nuova fase amministrativa e di benefici futuri. Dall’altra parte si approva una procedura che comporterà inevitabilmente vincoli, sacrifici, controlli più stringenti e una gestione finanziaria fortemente condizionata dalla necessità di recuperare equilibri che evidentemente si sono deteriorati nel tempo. Nel corso della discussione il consigliere Rao ha sostenuto che una parte dell’opposizione vedrebbe soltanto scenari catastrofici e che il percorso intrapreso, se affrontato con prudenza e responsabilità, porterà benefici alla città. Nessuno mette in discussione la necessità di affrontare con responsabilità la situazione attuale. Anzi, è proprio perché riteniamo che il tema sia troppo serio per essere affrontato con leggerezza che abbiamo espresso le nostre preoccupazioni. Il problema, infatti, non è la fase che si apre oggi. Il problema è comprendere come si sia arrivati a questo punto dopo anni durante i quali la città si è sentita raccontare che i conti erano sotto controllo, che si stavano recuperando risorse, che l’organizzazione dell’Ente veniva rafforzata e che le criticità ereditate dal passato venivano progressivamente superate. I risultati che emergono oggi dagli atti sembrano raccontare qualcosa di diverso. Non convincono alcuni passaggi dell’intervento del Sindaco. Non si può chiedere ai cittadini di fermarsi alle rassicurazioni politiche e di non guardare alle osservazioni tecniche che accompagnano quei documenti. Non si può pretendere che una procedura straordinaria di riequilibrio venga percepita come un semplice passaggio amministrativo privo di conseguenze. Ancora più sorprendente è apparso il tentativo di presentare come rassicurante una situazione nella quale, contestualmente, si annunciano nuove iniziative di riscossione, l’adesione alla rottamazione dei tributi locali e un’intensificazione delle attività di recupero nei confronti di chi non ha adempiuto ai propri obblighi. Sia chiaro: contrastare l’evasione è doveroso. Chi non paga ciò che deve non può essere tutelato. Ma proprio perché ai cittadini verranno chiesti sacrifici, proprio perché si prospetta una stagione caratterizzata da controlli più incisivi e da una maggiore pressione sul recupero delle entrate, sarebbe stato opportuno accompagnare tutto questo con una piena assunzione di responsabilità politica sulle cause che hanno reso necessario arrivare fin qui. Nessuno può seriamente sostenere che le difficoltà finanziarie di un Comune nascano all’improvviso. Le situazioni che oggi emergono sono il risultato di processi lunghi, di decisioni assunte nel corso degli anni, di scelte amministrative che hanno prodotto effetti e di problemi che non sono stati affrontati con la necessaria tempestività. Per questo motivo appare grave vedere tra i protagonisti dell’attuale maggioranza esponenti politici che, secondo la nostra valutazione, hanno avuto responsabilità significative nelle scelte che hanno contribuito a determinare l’attuale situazione debitoria del Comune. Tra questi il gruppo civico “A Testa alta ” coordinato dal sig. D’Agostino, che oggi, per il tramite dei consiglieri comunali che fanno capo allo stesso, si propone come soluzione dopo aver sostenuto, direttamente o indirettamente, politiche che hanno contribuito ad aggravare il problema finanziario /debitorio. I cittadini meritano rispetto e trasparenza. Meritano la verità sui conti del Comune. Se i numeri parlano di difficoltà, non servono scuse, o futili rassicurazioni o qualche lezione gratuita, tra l’altro non richiesta, sulla democrazia di qualche “miracolato” consigliere. Servono responsabilità, chiarezza e verità. Nei prossimi giorni continueremo ad analizzare gli atti approvati dalla maggioranza e a informare la cittadinanza sui contenuti e sulle conseguenze delle decisioni assunte dal Consiglio comunale. Lo faremo senza allarmismi ma senza sconti, perché crediamo che la fiducia dei cittadini si costruisca attraverso la verità dei fatti e non attraverso la propaganda.




