Feste mariane a Reggio. Pegna, “Perché spendere il doppio, 420 mila euro, per quattro serate con concerti effettuati pochi giorni fa in varie località della Calabria?”
Set 05, 2026 - redazione
“Ho atteso un po’prima di porre pubblicamente delle domande a chi può darmi delle risposte, innanzitutto allo stesso sindaco Cannizzaro, in merito ai concerti delle Feste Mariane… Da professionista della produzione e organizzazione di eventi, con 40 anni di attività e conoscenza del settore, non sono riuscito a trovarle da solo. Comincio in modo semplice: perché ad un programma di sette serate come nei due anni precedenti, perfino con speciale televisivo Rai5, al costo complessivo per Comune e Città Metropolitana di 210 mila euro più Iva, si è preferito optare per quattro serate al costo per i due enti locali di 420 mila euro, esattamente il doppio?
Perché si è deciso di cancellare un progetto di Festival, congegnato in modo da farlo coincidere con le Feste Mariane, vincitore del bando triennale 2024/2026 per “Eventi storicizzati di grande interesse turistico” dell’Assessorato Regionale al Turismo, che prevedeva anche 100 mila euro di contributo della Regione ed altre 80 mila di apporto della mia società in forniture e servizi gratuiti?
Perché cancellare un Festival alla 12° edizione, già vincitore del bando regionale 2017/2019, al quale nel 2024 è stato modificato il format proprio per legarlo alle Feste Mariane, ridurre i costi per il Comune e, al contempo, accrescerne la proposta di eventi, impatto mediatico e attrattività?
Non entro in valutazioni artistiche, anche perché sarebbe sciocco, poiché ogni artista ha un suo pubblico, ogni cittadino ha i suoi gusti e accontentare tutti è impossibile. Lo sforzo che ho fatto nelle precedenti edizioni, puntando su sette sere, è stato quello di offrire una gamma di spettacoli che potesse intercettare l’interesse di intere fasce di pubblico, attraendo anche presenze da fuori regione. Una varietà di proposte che è andata dalla internazionalità di artisti come Goran Bregovic con la sua celebre Orchestra, alla popolarità tra i giovani di artisti come Fedez, Fred De Palma, Patagarri, dall’anticipare l’esplosione di notorietà di alcuni come Serena Brancale, ai grandi nomi della musica d’autore tra cui Ron, Paolo Belli, Max Gazzè, Raphael Gualazzi, Maurizio Vandelli con il suo splendido Omaggio a Lucio Battisti e tutti gli altri. Risultato? Oltre centomila spettatori ad edizione, servizi su Rai Italia, Rai Play, in vari programmi Rai, di testate locali e nazionali.
Torno alla domanda iniziale, perché decidere di spendere 420 mila euro invece di 210 mila, nonostante un programma a mio parere meritevole di rispetto, inserito in un Avviso comunale scaduto il 16 luglio, poi annullato senza un motivo? Dal 9 settembre al 15 erano previsti i concerti di Dargen D’Amico, protagonista della nuova musica italiana, mattatore a Sanremo, riconoscibile per stile e allegria; Noa, artista di fama mondiale, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, attuale anche come ambasciatrice di numerose organizzazioni per i diritti umani e la pace; Blues for Pino, l’omaggio dei suoi storici musicisti a Pino Daniele (Di Dio, Di Rienzo, Vitolo, Melotti, Jermano); I Gemelli di Guidonia con la band, spettacolo comico-musicale tra i più divertenti e coinvolgenti, Orietta Berti con la sua Orchestra, storia della musica leggera capace di unire più generazioni grazie ai nuovi successi con Fedez, Achille Lauro, Fiorello, Jax, Rovazzi; Delia Buglisi con le sue musiciste e corpo di ballo, il vero fenomeno del nuovo cantautorato, un concerto travolgente che mescola musica d’autore, pop, folk, impegno civile; Gaia, artista italo-brasiliana tra le più attuali, originali e amate degli ultimi anni, al vertice delle classifiche estive; il tutto con allestimento e speciale Rai5 dedicato a Reggio e alla Festa compresi.
Lo ripeto per la terza volta e chiudo: perché spendere 420.000,00 euro per quattro serate, oggettivamente al di sopra dei costi, con concerti effettuati pochi giorni fa in varie località della Calabria (Giusy Ferreri a Cinquefrondi, Sal da Vinci a Cirò e San Nicola Arcella, lo scorso anno a Roccella, Mannarino solo lo scorso 13 agosto a Roccella, Benji e Fede fuori da un po’), cancellando un festival di sette sere approvato finanche dalla Regione nella graduatoria dei principali eventi turistici dell’anno, che sarebbe costato al Comune solo 210.000 euro? Questione di gusti musicali di qualcuno? Bastava concludere il ciclo con quest’ultima annualità compartecipata pure dalla regione e dall’anno prossimo valutare altri progetti in anticipo, senza ridursi all’ultimo minuto con una scelta del tutto incomprensibile, che produce danni alla mia società e, credo, alle casse della stessa Città. Eppure, appena eletto, ho incontrato il sindaco per ben due volte a Palazzo San Giorgio, sia per parlargli del concerto di Ultimo, sia per presentargli telefonicamente il presidente di Rtl per un progetto di Capodanno e, chiaramente, per il Reggio Live Fest. Incontri cordiali, in linea con una conoscenza ultra decennale, dopo dei quali mi è stato impossibile contattarlo. Che sarà successo? Con i migliori Auguri a tutti i reggini e buona Festa!”
Ruggero Pegna



