FdI Cittanova, “Tra sentenze e ambiguità: quando non si ascolta, paga la comunità”

banner bcc calabria

banner bcc calabria

La recente sentenza del TAR Calabria sulla deliberazione del Consiglio comunale del 22/01/2026 rappresenta un punto fermo che non può essere aggirato né ridimensionato. Il Tribunale ha annullato la delibera avente ad oggetto l’approvazione del regolamento comunale per la riduzione dell’inquinamento acustico e la regolamentazione  sugli orari di apertura delle strutture sportive situate nel comune di Cittanova, accogliendo il ricorso della società concessionaria dell’impianto “Don Puglisi”.

Il motivo è tanto chiaro quanto grave: la violazione dell’obbligo di astensione in presenza di un conflitto di interessi. Infatti, un assessore, titolare di un’attività sportiva sul territorio, ha partecipato sia alla discussione che alla votazione della delibera. 

Non siamo davanti ad un dettaglio tecnico. Siamo davanti ad un principio cardine dell’ordinamento: quando esiste una correlazione diretta tra l’atto e un interesse proprio dell’amministratore, l’astensione è obbligatoria. Non è facoltativa, non è interpretabile, non è aggirabile.

Il TAR lo chiarisce senza equivoci: non rileva che si tratti di un atto generale né che l’interesse sia condiviso con altri operatori. Proprio perché il regolamento incideva su tutto il settore, il coinvolgimento diretto imponeva comunque l’astensione. E rileva che quel conflitto fosse stato segnalato in aula e consapevolmente ignorato. Il risultato è noto: delibera annullata e spese legali a carico del Comune. In altre parole, a carico dei cittadini.

E qui sta il punto politico, prima ancora che giuridico. Tutto questo era stato previsto. In Consiglio comunale i nostri Consiglieri, insieme al resto della minoranza, avevano sollevato dubbi puntuali, era stato segnalato il rischio concreto di illegittimità e perfino preannunciato un possibile ricorso al TAR con relative conseguenze economiche. Si è scelto di non ascoltare. Non è un incidente. È un metodo.

Lo stesso metodo che ritroviamo oggi nella delicata vicenda relativa all’eventuale incompatibilità del Sindaco, sollevata formalmente dalla Prefettura. Anche qui non siamo nel terreno delle opinioni, ma in quello delle procedure istituzionali.

Di fronte ad una richiesta di verifica così chiara, ci si aspetterebbe un comportamento lineare: affrontare il tema, chiarirlo davanti ai cittadini. Invece assistiamo ad un percorso diverso, fatto di pareri “pro veritate” cercati all’esterno, privi di incarichi formali… E a questo si aggiunge un elemento ancora più discutibile in quanto la Giunta ha scelto di inserirsi in un procedimento che, per legge, riguarda esclusivamente il Consiglio comunale.

È legittimo chiedersi se sia normale che davanti ad una sollecitazione della Prefettura si perda tempo in costruzioni giuridiche difensive. È legittimo chiedersi se sia accettabile che una questione istituzionale venga gestita come un problema personale da aggirare.

Nel frattempo, Cittanova resta ferma nelle decisioni, nella programmazione, nella capacità di guardare avanti. Perché quando un’amministrazione concentra le proprie energie nel difendere sé stessa, inevitabilmente smette di amministrare davvero.

Noi riteniamo che tutto questo non sia più tollerabile. Il rispetto delle regole, la trasparenza e l’assunzione di responsabilità non sono opzioni politiche. Sono il minimo indispensabile per amministrare una comunità.          Circolo FdI “Pino Rauti” Cittanova