FdI Cittanova, “L’acqua si garantisce con le opere, non con la propaganda e spese a carico dei cittadini”

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Ancora una volta la realtà smentisce la propaganda.
L’attuale Amministrazione comunale, probabilmente seguendo i “saggi” consigli di chi ama vantare oltre trent’anni di esperienza politica, ha scelto la strada più semplice per affrontare il problema della carenza idrica estiva: comprare l’acqua, invece di realizzare le opere necessarie per rendere il servizio finalmente efficiente.
Eppure i cittadini ricordano bene il comunicato con cui, oltre un anno fa, il Sindaco annunciava di aver ottenuto un finanziamento destinato alla ristrutturazione di un pozzo comunale. Come ormai accade di consueto, non mancarono i ringraziamenti all’Assessore ai Lavori Pubblici, dott. Sirianni, e all’Ufficio Tecnico per il lavoro svolto.
Da allora, però, è passato più di un anno.
La tanto decantata efficienza e la tanto proclamata efficacia non sembrano aver prodotto risultati concreti. Del pozzo da ristrutturare non si hanno notizie, mentre il problema dell’approvvigionamento idrico continua a ripresentarsi puntualmente.
Eppure, in campagna elettorale, il Sindaco aveva assunto un impegno preciso davanti ai cittadini: durante l’estate l’acqua non sarebbe più mancata, arrivando persino ad affermare che, diversamente, avrebbe tratto le conseguenze politiche della mancata promessa.
Molti cittadini avevano interpretato quelle parole come l’annuncio di interventi strutturali sull’acquedotto, di investimenti capaci di risolvere definitivamente il problema.
La soluzione adottata, invece, è stata un’altra: acquistare l’acqua da Sorical.
Una scelta certamente legittima per fronteggiare un’emergenza, ma che diventa discutibile quando rischia di trasformarsi nell’unica risposta amministrativa a un problema noto da anni.
Ancora una volta saranno i cittadini a sostenere il costo di quella che dovrebbe essere una prestazione essenziale garantita dall’Amministrazione.
È questo il modo di mantenere le promesse?
Garantire il servizio semplicemente acquistando acqua con risorse pubbliche, anziché intervenire sulle infrastrutture, significa scaricare sulla collettività il prezzo di una mancata programmazione.
La questione diventa ancora più preoccupante se si considera la difficile situazione economico-finanziaria dell’Ente.
Mentre si parla di rigore e sacrifici, l’Amministrazione si apprestera’ a portare in Consiglio Comunale l’ennesima variazione di bilancio per coprire finanziariamente l’impegno di spesa di circa 53.000 euro destinati all’acquisto dell’acqua per appena tre mesi estivi.Basta leggere la determinazione a firma del responsabile del settore tecnico.
Una domanda sorge spontanea.
Se bastasse acquistare acqua per garantire il servizio, chiunque potrebbe vantarsi di aver risolto il problema.
La vera capacità amministrativa si misura nella velocità della realizzazione delle opere, nella manutenzione delle infrastrutture e nella programmazione degli investimenti, non nell’affrontare ogni estate la stessa emergenza con nuove spese a carico dei cittadini.
Nel frattempo, nulla risulta essere stato fatto per rendere pienamente operativo il pozzo finanziato, né per intervenire in maniera risolutiva sulla rete idrica.
Assistiamo invece ai consueti annunci, alle promesse, ai proclami, ai soliti ri granziamenti, e a qualche assessore che continua a presentarsi come il protagonista di ogni iniziativa, salvo poi vedere molti degli interventi annunciati rimanere incompiuti.
Così come continua a pesare il ruolo di chi, forte della propria lunga esperienza politica trentennale , sembra suggerire soluzioni che, ancora una volta, finiscono per gravare sulle tasche dei cittadini.
Bel modo di amministrare.
La recente determina di impegno di spesa per circa 53.000 euro destinati all’acquisto dell’acqua nei tre mesi estivi rappresenta, a nostro giudizio, la certificazione del fallimento politico e amministrativo di questa maggioranza.
Una maggioranza che appare sempre più impegnata a costruire l’immagine dell’efficienza piuttosto che a risolvere i problemi in maniera definitiva.
I cittadini meritano molto di più.
Meritano amministratori capaci di programmare, realizzare opere pubbliche, utilizzare i finanziamenti ottenuti e investire sulle infrastrutture, anziché rincorrere continuamente le emergenze.
L’acqua è un diritto.
Non può diventare ogni estate il simbolo dell’incapacità amministrativa.
Per rispetto verso la comunità cittanovese, chi ha dimostrato di non essere in grado di affrontare e risolvere questi problemi dovrebbe assumersi fino in fondo le proprie responsabilità politiche DIMETTENDOSI.