Falcomatà (PD): “Dalla destra “Una poltrona per altri due”. I Sottosegretari figure assistenziali, siamo alla 104 della politica. Si taglia sui fondi europei per pagare nuovi portaborse”
Mar 31, 2026 - redazione
«Nel 1983 faceva il suo esordio sul grande schermo una commedia destinata a un successo straordinario, “Una poltrona per due”. Oggi, nel 2026, assistiamo invece sul grande schermo di questa Calabria straordinaria a quello che potremmo definire “una poltrona per altri quattro”, visto che oltre ai sottosegretari la giunta ha già aggiunto due assessori. Cari colleghi, quarant’anni dopo passiamo dalla coppia Eddie Murphy-Dan Aykroyd a quella Occhiuto-Mattiani, con l’unica enorme differenza che quel film produsse oltre novanta milioni di dollari di incasso, mentre questa legge produce almeno un milione di euro di costi per i calabresi».
Ha esordito così, con una provocazione cinematografica, il consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà nel suo intervento in aula contro la reintroduzione dei sottosegretari. Per l’esponente dem si tratta di un’operazione che sconta un paradosso politico evidente, poiché reintroduce una figura abolita in passato proprio da un governo allora guidato da chi siede nello stesso partito dell’odierno primo firmatario Mattiani, quasi fosse un «accanimento terapeutico» interno alla coalizione.
Falcomatà ha poi sollevato un tema tecnico gravissimo riguardante le coperture finanziarie, chiedendo invano dove la maggioranza reperirà il milione di euro necessario: «Lo prendete dalle risorse che la Regione cofinanzia per i programmi comunitari FSE. State sottraendo ossigeno alla programmazione europea per finanziare figure che non hanno alcuna responsabilità amministrativa, né potere di firma, né di direzione. La relazione illustrativa non spiega nulla perché non c’è nulla da spiegare: questa è una legge senza senso che ci richiama alla canzoncina “Aggiungi un posto a tavola”. Abbiamo creato una sorta di specie estinta riproposta in vitro, un Jurassic Park della politica dove l’unica funzione descritta è quella di “coadiuvare il Presidente”. È la “104 della politica”, una funzione puramente assistenziale per delle figure che nei fatti sono dei portaborse che ce l’hanno fatta».
Il consigliere ha infine concluso mettendo a confronto lo spreco di risorse per le poltrone con i drammi della sanità regionale: «Mentre voi aumentate i costi della politica, a Reggio Calabria 40 dializzati rischiano di dover tornare a curarsi fuori città, con viaggi quotidiani della speranza a Messina, a Scilla o a Melito, perché un centro dialisi aspetta l’accreditamento da due anni, mentre l’Asp è impegnata a denunciare il Comitato di Polistena reo di aver difeso il diritto alla salute. I dati del PNRR ci dicono che sono in fase di collaudo solo 4 case di comunità su 61 e 3 ospedali di comunità su 21, col rischio concreto di perdere i fondi europei. È l’ennesima fotografia di una regione che anziché pensare alla cura delle persone pensa solo alla cura delle poltrone».




