ENI abbassa i prezzi dei carburanti fino al 30 ottobre. CLAII, “operazione di facciata che soffoca la concorrenza e le PMI del territorio”

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ENI decide di abbassare i prezzi: gasolio a 2,19 € e benzina a 1,99 € dal 1° ottobre per un mese. È quanto si legge in una nota pubblicata dagli organi d’informazione. Si tratta di una manovra dal forte sapore pre-elettorale e di mera propaganda che non risolve in alcun modo l’emergenza del caro carburanti, del gas e dell’energia, ma rischia invece di schiacciare definitivamente la libera concorrenza.

Invece di affrontare alla radice la crisi e di attuare riforme strutturali a tutela di famiglie e imprese, le Istituzioni assistono e si affidano a manovre di facciata da parte della compagnia di riferimento. Fissare d’imperio tetti di prezzo temporanei tramite il principale player di mercato non è una soluzione: è una misura propagandistica che rischia di trasformarsi in una vera e propria manipolazione delle dinamiche competitive.

Quando l’operatore dominante “calmiera” i prezzi al dettaglio mentre i costi all’ingrosso rimangono elevati, il messaggio veicolato all’opinione pubblica risulta gravemente distorto. La realtà della filiera è ben diversa e presenta criticità drammatiche:

1. Soffocamento degli operatori indipendenti: i piccoli distributori e le reti extra-rete non godono dei margini derivanti dalle attività di raffinazione ed estrazione. Costringerli a rincorrere prezzi fuori mercato significa condannarli alla chiusura o a lavorare sistematicamente in perdita.

2. Può essere un Alterazione della leale concorrenza: usare la forza d’impatto del gruppo dominante per “drogare” il mercato al dettaglio non elimina il caro carburante, ma espelle dal settore le medio-piccole imprese, spianando la strada a una pericolosa concentrazione oligopolistica.

3. Elusione dei nodi strutturali: il problema dei costi energetici e dei carburanti non si risolve con sconti spot a termine, bensì con interventi decisi sul carico fiscale (accise e IVA) e con politiche energetiche serie e di lungo periodo.

Il settore non ha bisogno di scorciatoie d’immagine che penalizzano chi lavora onestamente e che rischiano di far chiudere centinaia di PMI della rete di distribuzione carburanti su tutto il territorio.

Chiediamo trasparenza, regole uguali per tutti e interventi istituzionali reali e strutturali, non operazioni commerciali che hanno il sapore di un vero e proprio sabotaggio della concorrenza. Possiamo anche sbagliarci?  «A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina.»  questi sono gli interrogativi che noi ci poniamo. La Politica sta in silenzio!  

Rosario Antipasqua

Segretario CLAAI Energia Calabria

Ferruccio Schiavello 

Presidente  CLAAI Energia Calabria