Emergenza ricoveri all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro

banner bcc calabria

banner bcc calabria

Il comitato “Salviamo la sanità lametina” lancia l’allarme. “Il progetto Scopelliti, che in tre anni ha prodotto solo strombazzati ma farlocchi risparmi attribuibili a perdita di servizi e funzioni ed a pensionamenti di personale non sostituito, non regge. La sanità non può avere come unico obiettivo quello del risparmio e della non-spesa”

Emergenza ricoveri all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro

Il comitato “Salviamo la sanità lametina” lancia l’allarme. “Il progetto Scopelliti, che in tre anni ha prodotto solo strombazzati ma farlocchi risparmi attribuibili a perdita di servizi e funzioni ed a pensionamenti di personale non sostituito, non regge. La sanità non può avere come unico obiettivo quello del risparmio e della non-spesa”

 

 

Riceviamo e pubblichiamo:

In questi giorni politici, operatori sanitari, sindacati lamentano i carichi di lavoro eccessivi che ricadono sull’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, chiamato a far fronte alle richieste provenienti da tutta l’ex provincia di Catanzaro. Hanno ragione. Il “rivolgimento” del sistema sanitario messo in atto da Scopelliti ha prodotto anche questo grave disagio, che riguarda da una parte gli Operatori della sanità e dall’altra gli Utenti che son costretti a subire spostamenti e trasferimenti anche per patologie di media-piccola gravità.
La ragione è facilmente comprensibile: se si continua a rafforzare l’idea che a venti minuti da Lamezia c’è una realtà sanitaria di livello superiore, capace di dare prestazioni complete in tutti i settori, ne consegue che chi sta male preferisce rivolgersi al meglio.
E’ così si sta producendo una migrazione totale verso gli Ospedali HUB, che riguarda non solo quello di Catanzaro, ma anche quelli di Cosenza e di Reggio Calabria; ospedali che, tra l’altro, non sono stati attrezzati con strutture e, soprattutto, con Personale tali da poter rispondere appieno a quelle richieste che prima venivano evase negli Ospedali decentrati nei singoli territori.
Prima dell’avvento di Scopelliti nel nostro Ospedale, ed in parte anche nell’Ospedale di Soveria Mannelli, venivano eseguite con buona soddisfazione la maggior parte delle richieste dell’intero territorio: chi veniva trasferito lo era per specialità mancanti. Oggi non è più così, e al danno dello smantellamento dei nostri Ospedali, si somma la difficoltà ad ottenere anche fuori sede la prestazione dovuta. Tutto poi diventa insopportabile quando si fa percepire al Cittadino malato la sgradevole sensazione di essere additato come colpevole di intasare un ospedale di eccellenza.
Il progetto Scopelliti, che in tre anni ha prodotto solo strombazzati ma farlocchi risparmi attribuibili a perdita di servizi e funzioni ed a pensionamenti di personale non sostituito, non regge. La sanità non può avere come unico obiettivo quello del risparmio e della non-spesa, al quale sembra dedicato l’intero impegno dell’attuale presidente-commissario.
E poi mentre alcune sedi, tra le quali Lamezia ed il lametino, sono strette nella morsa del contenimento dei costi e delle spese, nel capoluogo di Catanzaro si consentono imponenti dispersione di risorse. Non è produttivo e non è utile ai Cittadini di Lamezia e del Lametino che a Catanzaro ci siano per ogni branca di specialità ospedaliera due, tre, quattro reparti, se poi non si riesce a dar le risposte attese. Tutto questo può servire solo ad incrementare la cittadella sanitaria che a Catanzaro si vuole far crescere ad ogni costo, difendendo anche l’indifendibile Fondazione Campanella che continua ad assorbire le risorse di una Regione commissariata per i debiti della sanità.
C’è bisogno che da Lamezia parta un segnale forte da tutta la Città, amministrazione comunale e sindaco in primis, a difesa dei nostri Concittadini che hanno diritto ad avere in loco una sanità affidabile, alla quale potersi rivolgere con fiducia. E c’è bisogno di forti prese di coscienza a favore di un nuovo disegno della sanità dell’intera area centrale della Calabria, dove invece le maggiori risorse assegnate vengono sempre più concentrate sul capoluogo.
Basta Lamezia Spoke. Sì ad una programmazione provinciale che distribuisca equamente le risorse e le specialità e non escluda Lamezia.
Nicolino Panedigrano, comitato “Salviamo la sanità lametina”