Elezioni comunali Taurianova il centrosinistra resta in alto mare. Ecco gli ultimi particolari sulla trattativa
Apr 05, 2026 - redazione
A Taurianova il centrosinistra resta in alto mare. Il tentativo di affidare la mediazione a esponenti della cosiddetta “società civile”, molti dei quali provenienti dall’esperienza del vecchio PDS e da tempo fuori dalla scena politica attiva, non ha prodotto alcun risultato concreto.
L’obiettivo era trovare un punto di sintesi tra le diverse anime che orbitano attorno al Partito Democratico guidato da Enzo Borgese, il consigliere uscente Simone Marafioti, il gruppo “Risorse” e Anna Maria Cordopatri. Ma il tavolo si è chiuso senza un’intesa.
A questo punto la conseguenza è inevitabile: se accordo deve esserci, la prerogativa di indicare il candidato sindaco spetta al Partito Democratico. La “società civile”, chiamata a fare da collante, ha fallito nel suo compito di sintesi. Nel frattempo, Cordopatri continua a sostenere la propria candidatura, ma la difficoltà nel costruire una lista completa di 16 nomi resta un ostacolo evidente.
Sul fronte opposto, il quadro è ben diverso: Roy Biasi ha già completato la propria lista, mentre Romeo non sembra incontrare particolari difficoltà nella composizione della squadra. Una condizione che li proietta, ad oggi, in posizione di netto vantaggio.
In questo scenario, una corsa solitaria del Partito Democratico difficilmente potrebbe tradursi in una vittoria elettorale. Ma la partita non si esaurisce nel risultato immediato. L’obiettivo vero dovrebbe essere un altro: ricostruire una prospettiva politica credibile per il centrosinistra a Taurianova.
Rimanere fuori dalla competizione sarebbe un errore grave, forse irreversibile. Il PD è chiamato a scendere in campo, mettendo in gioco le proprie migliori energie, anche con una candidatura “di servizio” capace di costruire rappresentanza e radicamento, arrivando a eleggere un gruppo consiliare solido — potenzialmente fino a 2 consiglieri.
Perché il punto è proprio questo: guardare oltre l’immediato. Biasi si avvicina ai 70 anni e tra cinque anni difficilmente sarà ancora protagonista. Romeo, in caso di sconfitta, potrebbe non ripresentarsi. È su questo orizzonte che il Partito Democratico deve ragionare.
Non solo per questa elezione, ma per il futuro politico della città.




