Elezioni comunali, Il Parlamento può aspettare”: Cannizzaro si candida e apre la partita più dura per Reggio
Mar 26, 2026 - redazione
“Il Parlamento può aspettare”: Cannizzaro si candida e apre la partita più dura per Reggio
Adesso la partita è davvero iniziata. E non è una partita qualunque.
L’annuncio di Francesco Cannizzaro segna una rottura netta: niente più attese, niente più retroscena. Il centrodestra ha scelto di mettere sul tavolo il nome più forte.
E lo ha fatto con un messaggio che pesa:
“Il Parlamento può aspettare. Reggio no.”
Una frase che è molto più di uno slogan. È una linea politica.
Il deputato di Forza Italia decide di sospendere l’attività parlamentare per due mesi e giocarsi tutto nella sfida per Reggio Calabria. Una scelta che rompe gli equilibri e costringe tutti gli altri a uscire allo scoperto.
Perché da oggi cambia tutto.
Da una parte c’è una candidatura strutturata, riconoscibile, già proiettata in campagna elettorale.
Dall’altra, un campo politico – quello delle opposizioni, con la candidatura di Battaglia con molti mal di pancia.
Il rischio è evidente:
che la partita si chiuda prima ancora di cominciare.
Cannizzaro gioca d’anticipo e lo fa su un terreno preciso:
identità, appartenenza, rapporto diretto con la città.
“Reggio deve risorgere” non è solo una frase ad effetto. È il tentativo di intercettare un sentimento diffuso: quello di una comunità che chiede risposte, che pretende cambiamento, che non vuole più restare ferma.
Ma attenzione: le parole, da sole, non bastano.
Perché se è vero che questa candidatura alza il livello dello scontro, è altrettanto vero che alza anche il livello delle aspettative.
E allora la domanda diventa inevitabile:
oltre agli slogan, qual è il progetto?
Perché Reggio Calabria non ha bisogno solo di entusiasmo.
Ha bisogno di:
visione amministrativa
scelte concrete
responsabilità politica
E soprattutto ha bisogno di una cosa che finora è mancata a tutti:
chiarezza.
La candidatura di Cannizzaro segna un punto di svolta.
Ma è anche un banco di prova.
Per lui, che ora non può più limitarsi a guidare, ma deve convincere.
Per il centrodestra, che dovrà dimostrare compattezza reale e non solo dichiarata.
Per gli avversari, chiamati finalmente a esistere.
Perché da oggi non ci sono più alibi.
La campagna elettorale è cominciata davvero.
E questa volta, restare fermi equivale a perdere.




