Elezioni Amministrative. Gli “impresentabili” secondo la Commissione Parlamentare Antimafia, segnalati Reggio Calabria e Tropea

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AUDIZIONE COMMISSIONE ANTIMAFIA A LOMBARDO, BERNABE' E FELIZIANI


Sono 28 le candidature finite nel mirino della Commissione parlamentare antimafia nell’ambito dei controlli sui cosiddetti “impresentabili” per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Di queste, 21 risultano in violazione del codice di autoregolamentazione sottoscritto dai partiti, mentre altre 7 riguardano amministratori di comuni sciolti per mafia che tornano al voto. A illustrare l’esito delle verifiche è stata la presidente Chiara Colosimo durante la seduta della Commissione.

Tra i casi più rilevanti spicca la Calabria, con il comune di Tropea nuovamente sotto osservazione. Qui finiscono nella lista quattro candidati: i due aspiranti sindaco Giovanni Macrì (“Forza Tropea”) e Giuseppe Rodolico (“Insieme per Tropea”), entrambi già alla guida o coinvolti nella precedente amministrazione del comune sciolto, insieme alle candidate al consiglio comunale Caterina Marzolo e Greta Trecate. Un quadro che riporta l’attenzione su un territorio già segnato da scioglimenti per infiltrazioni mafiose e su una continuità amministrativa che finisce nuovamente sotto la lente dell’Antimafia. Sempre in Calabria, a Reggio Calabria, figura Eleonora Maria Pia Megale (Pd), candidata al consiglio comunale, per la quale è in corso un procedimento per presunte attività legate al traffico illecito di rifiuti.

Tra gli altri casi segnalati figurano candidati sindaco e consiglieri in diverse città italiane, tra cui Agrigento e Randazzo, oltre ad altri comuni del Sud e del Centro Italia. In alcuni casi si tratta di rinvii a giudizio per reati come bancarotta, corruzione, estorsione, traffico illecito di rifiuti o accesso abusivo a sistemi informatici; in altri di sentenze di condanna, anche non definitive.

Una parte delle segnalazioni riguarda inoltre candidati di comuni già sciolti per mafia, dove il codice di autoregolamentazione considera incompatibile la ricandidatura di chi ha ricoperto ruoli di governo locale. È il caso, tra gli altri, proprio di Tropea e Randazzo, dove compaiono ex sindaci e assessori delle precedenti amministrazioni. La Commissione antimafia precisa che l’inserimento nella lista non comporta l’esclusione dalle elezioni, ma rappresenta una valutazione politica basata su criteri condivisi dai partiti.