Don “Mico” Paviglianiti arrestato dopo l’ultimo bicchiere di vino in un ristorante alle porte di Madrid. ECCO I PARTICOLARI
Giu 29, 2026 - redazione
Lo cercavano da anni. Credevano di averne perso le tracce. Lo hanno individuato all’uscita di un ristorante, a pochi chilometri da Madrid. Si è conclusa così la latitanza di Domenico Paviglianiti, detto “Don Mico”, ritenuto uno dei più influenti boss della ’ndrangheta reggina e figura di primo piano della criminalità organizzata calabrese.
Era irreperibile dal 2022, quando nei suoi confronti era stato emesso un ordine di carcerazione. Deve scontare oltre 19 anni di reclusione per associazione mafiosa, omicidio e reati in materia di armi.
Per arrivare a lui non è stato sufficiente cercarne direttamente le tracce. Gli investigatori della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e del GICO della Guardia di Finanza hanno ricostruito la rete di soggetti che continuavano a orbitare attorno al suo ambiente. Sono stati i frequenti spostamenti di alcuni familiari tra Italia e Spagna a fornire la chiave dell’indagine. Da lì sono scattati mesi di osservazioni e pedinamenti, fino all’individuazione del latitante e al blitz, condotto in collaborazione con la polizia spagnola.
Paviglianiti è considerato uno dei protagonisti della seconda guerra di ’ndrangheta, il conflitto sanguinoso che tra gli anni Ottanta e Novanta ridisegnò gli equilibri criminali nella provincia di Reggio Calabria. Nel corso della sua carriera è stato condannato per associazione mafiosa, omicidio e traffico internazionale di stupefacenti. Era già stato arrestato in Spagna in due occasioni, nel 1996 e nel 2021. Ancora una volta, il Paese iberico si conferma uno dei principali rifugi dei latitanti delle mafie italiane.




