Don Domenico Lando è partito in Inghilterra, dove inizierà la sua missione pastorale nella prestigiosa parrocchia di Westminster
E’ il primo sacerdote della diocesi di Oppido Mamertina- Palmi ad aver scelto di lasciare la propria terra, scrivendo una nuova pagina nella storia diocesanaGen 23, 2026 - redazione
Di Kety Galati
Mercoledì mattina, don Domenico Lando è partito in Inghilterra, dove inizierà la sua missione pastorale nella prestigiosa parrocchia di Westminster. E’ il primo sacerdote della diocesi di Oppido Mamertina- Palmi ad aver scelto di lasciare la propria terra, scrivendo una nuova pagina nella storia diocesana. Una decisione maturata nel silenzio che ha trovato il consenso del vescovo della stessa diocesi, monsignor Giuseppe Alberti, che ne ha compreso il valore, nel rispetto dell’inclinazione di don Lando. Tra i numerosi incarichi ricoperti nella diocesi calabrese, don Lando ha iniziato a dirigere il coro diocesano, ancora giovanissimo, per tredici anni, un incarico non facile in una diocesi segnata da divisioni, rivalità e scarsa attenzione alla musica liturgica. Ma il giovane presbitero, con determinazione, ce l’ha messa tutta per cambiare il modo di essere coro, malgrado gli ambienti poco sensibili. Ha adottato una nuova metodologia della voce – persona, che unisce la voce all’interiorità, creando armonia tra corpo e mente, con l’obiettivo di far emergere la persona nella sua completezza attraverso la voce, mantenendo sempre elevati sia il livello musicale sia quello spirituale, e curando con rigore la liturgia musicale. Sacerdote colto e preparato, laureato in Lingue e Filosofia, formatosi al Pontificio Seminario Campano Interregionale di Posillipo, diplomato in canto, direzione e concertazione di coro al Conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, don Lando è stato responsabile regionale della Musica Sacra, direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano e docente di Religione. Ha formato anche oltre cinquanta coristi, dando vita a una vera scuola di musica liturgica legata all’Istituto Teologico “San Giovanni XXIII” di Gioia Tauro. Ha educato al bello e al giusto, testimoniando che la musica sacra non è ornamento ma preghiera. Lo ha fatto anche attraverso concerti gratuiti, senza applausi, celebrazioni nei Tribunali e percorsi formativi vissuti dentro e fuori la diocesi. In particolare, don Lando, insieme alle Figlie della chiesa, nella Domus Aurea di Roma, ha promosso le giornate di approfondimento per animatori musicali. Durante il saluto del coro di lunedì sera, alla presenza del vescovo Alberti, che ha il compito di nominare a breve il nuovo direttore del coro diocesano, è stato confermato che nessuno potrà sostituire don Lando, il prete dal sorriso e dallo sguardo dolci, che non ha mai diviso ma unito diverse realtà. Ma il coro diocesano, che si è sempre contraddistinto, è ora chiamato ad essere fedele alla chiesa, continuando a camminare sulla strada tracciata da lui. Autore di numerose composizioni liturgiche, tra cui due messe, collaboratore a livello nazionale nella formazione liturgico-musicale come relatore in varie diocesi, e custode di un sito musicale in cui risuonano i suoi salmi e i suoi testi liturgici, portando la voce della preghiera nel cuore di chi ascolta, il maestro don Lando ha donato ai suoi coristi il terzo volume dei salmi responsoriali del tempo di quaresima. Va ricordato, che il giovane sacerdote, 39 anni, ha svolto il suo ministero in diverse parrocchie della diocesi tra cui la Basilica della Madonna dei Poveri di Seminara guidata da dal rettore don Domenico Caruso, il monastero di clausura delle suore Visitandine di Taurianova, ed è stato rettore del Santuario di San Rocco ad Acquaro, lasciando ovunque un’eredità fatta di scelte radicali. La sua partenza è un segno importante per l’intera diocesi, a conferma che la chiesa non si ripiega su se stessa, non si protegge, ma osa aprirsi. Don Domenico porta con sé l’affetto e la stima di tante comunità che lo hanno amano per la sua semplicità, la sua lealtà e la sua trasparenza, ma la sua partenza lascia una domanda scomoda, che coinvolge tutti: “Quando ci sarà una chiesa davvero autentica?”.



