Delianuova, nasce il presidio Slow Food del fagiolo “pappaluni” d’Aspromonte
Ott 30, 2026 - redazione
Fare squadra tra istituzioni, produttori e associazioni per garantire un futuro economico e sociale alle aree interne dell’Aspromonte. Questo il messaggio centrale emerso stamane nella Sala Consiliare del Comune di Delianuova, teatro della conferenza stampa di presentazione del nuovo Presidio Slow Food della provincia di Reggio Calabria: il “Fagiolo Pappaluni d’Aspromonte”.
L’incontro, introdotto dal sindaco di Delianuova Domenico Licastro – la cui amministrazione ha sostenuto finanziariamente l’avvio del progetto –, ha visto una forte sinergia istituzionale e territoriale. Al tavolo dei relatori hanno preso parte la dott.ssa Princi, vice commissario del Comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte, il sindaco di Scido dott. Giuseppe Zampogna, i funzionari ARSAC Marcello Bruno e Vincenzo Cilona, la funzionaria della Regione Calabria Marisa Perrone, oltre ai rappresentanti di Slow Food e a una folta delegazione di produttori locali.
“Solo creando relazioni e unendo le forze si riesce a dare un’idea di futuro all’area aspromontana”, ha dichiarato il sindaco Licastro, sottolineando l’importanza della cooperazione tra pubblico e privato. Un concetto ripreso dalla Vice Commissario di Sant’Eufemia, che ha evidenziato come “…le iniziative culturali legate a Slow Food portino benefici all’intero areale, valorizzando un legume che rappresenta un’identità agricola condivisa”.
Particolarmente caloroso l’intervento del sindaco di Scido, Giuseppe Zampogna: “Questa giornata mi riempie di gioia. Da quindici anni il nostro Comune organizza con grandi sforzi la sagra estiva della Carne di Capra e dei Pappaluni. Questo Presidio è uno stimolo straordinario per i cittadini e per l’economia locale, che da oggi acquisisce un valore ancora maggiore”.
La valenza sociale del progetto è stata rimarcata da Francesco Saccà, vicepresidente di Slow Food Reggio Calabria: “Il Presidio è lo strumento di partenza per promuovere un prodotto ed evitarne l’oblio o l’estinzione. Come volontari dedichiamo passione e tempo per dare valore a persone che hanno profondamente a cuore la propria terra”.
Il coronamento di questo percorso appartiene ai veri custodi del territorio, i produttori. “Siamo profondamente orgogliosi di questo riconoscimento – ha commentato a nome della categoria un dei produttori presenti – che rappresenta il coronamento di anni di lavoro per custodire la biodiversità locale e, al contempo, una reale opportunità di riscatto economico per la nostra filiera”.
A chiusura del dibattito, i funzionari dell’ARSAC e della Regione Calabria hanno confermato il pieno supporto istituzionale ai produttori nelle successive fasi di certificazione e promozione, indicando la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari come asse strategico per il rilancio delle aree più periferiche e dell’economia interna calabrese.
“In tutto questo tempo, io e i miei colleghi – ha spiegato Marisa Perrone che ha coordinato la ricerca – abbiamo realizzato indagini storiche, agronomiche, colturali e di monitoraggio durante tutto il ciclo vegetativo, Un enorme lavoro che racconta un Aspromonte autentico e il patrimonio del sapere agricolo e contadino”
Anche Marcello Bruno ha tenuto a dire: “Anch’io sono soddisfatto di questo successo e che dopo tre anni ci vede oggi insieme a Slow Food a presentare questo percorso che ha fatto sì che il Fagiolo Pappaluni fosse iscritto all’Anagrafe Nazionale della Biodiversità”
Gli interventi tecnico-scientifici si sono chiusi con Vincenzo Cilona che in ARSAC si occupa della promozione e valorizzazione. “Il Presidio Slow Food ci permette di valorizzare ecosistemi di comunità e di territorio, oltre aiutarci a conoscere le tradizioni e la cultura dei luoghi. Per farlo e non perdere il patrimonio della cultura popolare gastronomica e di comunità, è necessario che le istituzioni creino sinergia per poter dare risultati ai propri cittadini. E oggi la sinergia si può fare con ARSAC, con Slow Food, con l’Università”
A chiudere la conferenza stampa è stato l’intervento di Michelangelo D’Ambrosio, presidente di Slow Food Calabria, che ha sottolineato la portata strategica del progetto. “Questo Presidio inserisce il territorio in una rete globale di 120 Paesi e 450 Presìdi italiani uniti per la salute del Pianeta”, ha dichiarato D’Ambrosio, lanciando poi un monito: “Pensare al futuro con coscienza significa proprio questo: non subire la crisi climatica, ma agire”.
“I produttori aspromontani non sono semplici agricoltori, ma veri e propri custodi della biodiversità” e ha lanciato una chiamata diretta alla responsabilità collettiva: “Con questo Presidio invitiamo i consumatori a diventare ‘co-produttori’ attivi. Ogni scelta alimentare consapevole è un atto politico per nutrire la terra e custodire i nostri suoli per le generazioni future”.



