Daniela Siclari, Villa San Giovanni, “Parlando di verità: indennità, acqua e rifiuti – Il confronto politico si faccia sui fatti, sui risultati e sugli atti”

banner pasticceria taverna


Il confronto politico si faccia sui fatti, sui risultati e sugli atti
Ci vuole coraggio per pronunciare la parola “verità”. Ma il coraggio, da solo, non basta: per
amministrare servono tecnica e cuore. Tecnica per conoscere i problemi e affrontarli; cuore per
comprendere i sacrifici che ogni disservizio impone alle famiglie.
È da qui che Forza Italia Villa San Giovanni vuole partire. Perché dopo oltre quattro anni non
servono nuove narrazioni: servono fatti, atti e risultati.
INDENNITÀ: LE PAROLE HANNO UN PESO
La prima questione riguarda proprio la coerenza tra ciò che si promette ai cittadini e ciò che poi si fa
una volta chiamati ad amministrare.
In campagna elettorale l’impegno assunto fu chiaro: Sindaco e Giunta avrebbero rinunciato agli
emolumenti «fino a quando permarrà lo stato di dissesto».
Non contestiamo, naturalmente, il diritto degli amministratori a percepire le indennità previste dalla
legge. Il punto è un altro ed è esclusivamente politico: quell’impegno assunto davanti ai cittadini è
stato rispettato fino in fondo?
Le indennità non furono percepite inizialmente. Dall’agosto 2023, dopo l’approvazione da parte del
Ministero dell’Interno dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, si iniziò invece a
corrisponderle.
Ed è proprio qui che le parole acquistano importanza. Perché l’impegno annunciato agli elettori non era
quello di rinunciare alle indennità “fino all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato”. Le
parole utilizzate erano altre: «fino a quando permarrà lo stato di dissesto».
È qui che torna alla mente l’espressione “promessa da marinaio”: una promessa pronunciata nel
momento in cui serve, ma destinata a essere dimenticata quando quel momento è passato. Non è
un’offesa, è un modo di dire che descrive una promessa sulla quale, alla prova dei fatti, non si può fare
affidamento.
E allora, prima di ergersi a custodi della verità, sarebbe opportuno fare un esame serio della distanza tra
ciò che è stato annunciato e ciò che è stato realmente fatto.
Per usare una formula ormai ricorrente nel dibattito pubblico: fake news? La risposta non sta nei post,
ma nelle parole pronunciate, negli atti, nelle date e negli importi.
ACQUA: NON NEGHIAMO I PROBLEMI DEL PASSATO, CONFRONTIAMO I RISULTATI
Sul servizio idrico non abbiamo alcuna intenzione di raccontare una storia diversa da quella reale.
Anche le precedenti amministrazioni hanno dovuto affrontare le criticità di una rete idrica vecchia e
problematica. Negarlo sarebbe poco serio.
La differenza sulla quale chiediamo un confronto riguarda il metodo con cui quelle criticità venivano
affrontate e, soprattutto, gli effetti che producevano sulla quotidianità dei cittadini.
Una rete vecchia richiede conoscenza del territorio, ricerca delle perdite, individuazione dei punti
critici, manutenzione, programmazione e capacità di intervenire tempestivamente.
I problemi esistevano anche allora, ma venivano affrontati con un approccio diverso, capace di
contenerne maggiormente le conseguenze. Oggi, invece, il dato che dovrebbe interrogare tutti è che
carenze, guasti e disservizi non riguardano più soltanto i periodi estivi di maggiore consumo: si sono
verificati anche nei mesi invernali. E quando le criticità si manifestano anche fuori dalla stagione
estiva, non possono essere spiegate soltanto con il caldo o con l’aumento dei consumi.
Sappiamo che sono stati programmati interventi e ottenuti finanziamenti sulla rete idrica, e non
abbiamo alcuna difficoltà a riconoscerlo: ogni investimento che migliori il servizio è nell’interesse
della città. Ma proprio per questo, dopo oltre quattro anni, il confronto non può fermarsi a ciò che è
stato finanziato o programmato. Deve riguardare ciò che accade concretamente nelle case dei cittadini.
La rete problematica c’era allora e c’è oggi. Ciò che cambia è come la si governa e, soprattutto, il
servizio che si riesce a garantire.
E quando un servizio essenziale costringe ripetutamente le famiglie a fare i conti con interruzioni,
serbatoi, pompe, autoclavi e spese aggiuntive, il problema non può più essere soltanto raccontato: deve
essere risolto.
L’acqua non ha colore politico. Proprio per questo non servono né autocelebrazioni né alibi: servono
soluzioni.
RIFIUTI: PRIMA DEGLI ANNUNCI C’È LA STORIA DEI RISULTATI
Anche sulla raccolta differenziata il confronto deve partire dai numeri.
Accogliamo positivamente ogni miglioramento del servizio e ogni risultato che faccia crescere la
percentuale di raccolta differenziata della nostra città. Quando Villa San Giovanni migliora, è un
risultato positivo per tutti.
Ma proprio per questo non è accettabile raccontare ogni dato di oggi come se rappresentasse qualcosa
che questa città non aveva mai conosciuto.
Durante l’Amministrazione La Valle, in anni particolarmente difficili per la gestione dei rifiuti in
Calabria, Villa San Giovanni aveva già raggiunto percentuali di raccolta differenziata superiori al
65%.
Nel 2015 la percentuale si attestò intorno al 66,5%, con Villa San Giovanni riconosciuta tra le realtà
virtuose nell’ambito di “Comuni Ricicloni”; nel 2016 il risultato venne sostanzialmente confermato,
con una raccolta differenziata pari a circa il 66,8% e punte mensili ancora superiori.
Non furono risultati di un mese da utilizzare per un post. Furono risultati costruiti e consolidati nel
tempo, attraverso organizzazione del servizio, controllo del territorio e lavoro amministrativo.
In quella esperienza ebbero naturalmente responsabilità e meriti gli amministratori che si occuparono
direttamente del settore, tra i quali Antonio Messina. Riconoscerlo significa semplicemente rispettare
la storia amministrativa della città e i risultati raggiunti, indipendentemente dalle appartenenze
politiche di oggi.
È questo, del resto, il modo in cui intendiamo il confronto politico: riconoscere ciò che funziona oggi
senza avere bisogno di cancellare ciò che ha funzionato ieri.
Perché un buon risultato non diventa più importante sminuendo quelli ottenuti da chi è venuto prima.
TRE QUESTIONI, UN SOLO METODO
Indennità, acqua e rifiuti sembrano questioni diverse. In realtà pongono tutte la stessa domanda:
quanto conta la realtà rispetto alla narrazione?
Sulle indennità ci sono parole pronunciate davanti agli elettori, date e atti con cui confrontarle.
Sull’acqua non neghiamo le criticità del passato, ma chiediamo di confrontare seriamente metodi,
capacità di intervento e risultati.
Sui rifiuti non contestiamo i risultati positivi di oggi, ma pretendiamo che non venga cancellata una
storia amministrativa fatta di percentuali superiori al 65% e di riconoscimenti ottenuti molti anni prima.
Questo significa parlare di verità.
Non costruire ogni giorno un racconto nuovo, ma avere l’umiltà di riconoscere ciò che è stato fatto,
correggere ciò che non funziona e mantenere gli impegni assunti.
Dopo oltre quattro anni, Villa San Giovanni non ha bisogno di una competizione tra post. Ha
bisogno di un confronto sui risultati.
La verità non è una parola da utilizzare contro gli altri.
È una responsabilità da assumersi davanti ai cittadini.