Congresso regionale UIL Calabria, le parole della segretaria generale Mariaelena Senese

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«Non abbiamo scelto a caso lo slogan “Il lavoro cambia, i diritti restano: l’intelligenza artificiale al servizio delle persone”. Noi siamo sempre stati un sindacato molto aperto all’innovazione, nella consapevolezza che i grandi cambiamenti devono essere accompagnati, governati, monitorati, senza perdere la centralità della persona, del lavoro e della dignità di chi lavora». Lo ha detto Mariaelena Senese introducendo i lavori del XIII congresso regionale della UIL Calabria.
La segretaria regionale del sindacato calabrese ha centrato parte del suo intervento sul rapporto tra occupazione, qualità del lavoro e intelligenza artificiale: «Quando parliamo di intelligenza artificiale molto spesso sentiamo parlare di aumento della produttività e noi ci chiediamo di che stiamo parlando? Di una produttività che migliorerà la qualità del lavoro, che migliorerà i salari dei lavoratori, che migliorerà le condizioni di sicurezza del lavoro. Certo, l’intelligenza artificiale è una grande opportunità, ma va comunque guidata dalla mano e dal pensiero dell’uomo.  È chiaro che l’uomo non può competere con la velocità, di certo non una velocità diciamo nell’elaborazione di dati nel fare previsioni ma non dobbiamo perdere di vista la sensibilità umana la coscienza, la coscienza e soprattutto il pensiero critico. Quindi è un’intelligenza artificiale che deve essere accompagnata, che deve essere monitorata. Gli strumenti noi ce li abbiamo e sono chiari».
Così, Senese è passata dall’analisi alla proposta: «Partiamo dalla contrattazione collettiva e dal dialogo sociale. Oggi parleremo di lavoro e di giovani. Dai dati diciamo dagli ultimi dati dall’ultimo rapporto della Banca d’Italia è emersa sicuramente una vivacità, un dinamismo dell’economia calabrese che giudichiamo positivo. Ma quei numeri vanno letti bene: c’è un numero che richiamiamo in maniera particolare che è il reddito pro capite, che in Calabria è di 16.800 euro, ben al di sotto della media nazionale. Abbiamo sentito parlare di aumento del PIL, di aumento dell’export. C’è un problema che intanto i nostri giovani continua ad andare via. Vuol dire che in questa regione si investe su settori non determinano crescita, sviluppo, innovazione. Se continuiamo a parlare sempre del settore del turismo che è un settore caratterizzato dalla stagionalità e dalla precarietà, allora la Calabria non partirà mai e non potremo mai parlare di sviluppo reale e strutturale in questo territorio per quanto riguarda i giovani».

«La nostra proposta è quindi quella di abbattere l’Irpef per gli under 35. Per noi il tema salariale va di pari passo con quello legato alla pressione fiscale e oggi lo approfondiremo. Abbiamo fatto un report puntuale su quella che è l’addizionale Irpef regionale che dell’1,73% ma abbiamo delle addizionali comunali che rasentano il massimo in tutti i Comuni del territorio calabrese».

Oltre a un approfondimento sul tema energetico in cui ha indicato l’investimento di risorse nell’idroelettrico, Senese si è soffermata sul rapporto tra donne e lavoro in Calabria: «I dati legati all’occupazione femminile sono drammatici: parliamo di un 34,9% in Calabria,  ben al di sotto del 51% del nord ma molto al di sotto di quello che richiede l’Unione europea ovvero del 62%: c’è molto da fare, quindi, quando si parla di occupazione femminile e sembra strano e anche ridicolo incentivare la natalità se poi non mettiamo le donne nelle condizioni di poter fare figli e di riuscire a conciliare perfettamente la vita con il lavoro».