Cittanova, il caso del “muretto” del sindaco divide la politica: dubbi sull’interpretazione di Prefettura e Avvocatura dello Stato
Mar 11, 2026 - redazione
Cittanova, il caso del “muretto” del sindaco divide la politica: dubbi sull’interpretazione di Prefettura e Avvocatura dello Stato
Il caso del cosiddetto “muretto” della casa del sindaco di Cittanova, continua ad alimentare il confronto politico cittadino e, nelle ultime settimane, è arrivato anche all’attenzione delle istituzioni nazionali. Una vicenda che in poco tempo è diventata uno dei temi più discussi del dibattito politico locale.
Sulla questione è intervenuta la Prefettura, sollecitata da un’interrogazione parlamentare presentata da due esponenti di Fratelli d’Italia, che hanno chiesto al Ministero dell’Interno di fare piena luce sulla situazione. Un passaggio che ha riportato il tema al centro dell’attenzione istituzionale, riaprendo una discussione che in precedenza era stata già affrontata nelle sedi comunali.
Il nodo riguarda la presunta incompatibilità o conflitto di interessi legati alla posizione del primo cittadino. Tuttavia, nel precedente passaggio in Consiglio comunale, la delibera votata aveva già chiarito il quadro: gli uffici competenti avevano infatti relazionato ufficialmente che non risultano contenziosi aperti, né elementi tali da configurare incompatibilità per il sindaco o per altri consiglieri comunali.
Nonostante ciò, la questione tornerà nuovamente in aula. Tra circa venti giorni il Consiglio comunale sarà infatti riconvocato per un nuovo voto sulla delibera, riaprendo di fatto il confronto politico su una vicenda che sembrava già definita.
Nel frattempo, gli equilibri della maggioranza restano estremamente fragili. I numeri in aula sono infatti sei a sei, con il sindaco che, su questo specifico punto, non potrà partecipare al voto. Una situazione che rimette di fatto “la palla al centro” e lascia aperti tutti gli scenari possibili sul piano politico.
Ma oltre alla dimensione politica, il caso solleva anche interrogativi di natura giuridico-amministrativa. Secondo alcune valutazioni, l’interpretazione fornita dalla Prefettura e dall’Avvocatura dello Stato presenterebbe elementi di criticità.
In primo luogo, viene contestata l’eventuale equiparazione tra debito liquido ed esigibile e una ordinanza di demolizione. Due fattispecie che, sul piano giuridico, non appaiono sovrapponibili.
Inoltre, e questo rappresenterebbe il punto decisivo, l’articolo 63 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) prevede, ai fini della configurazione dell’incompatibilità, la condizione della messa in mora per l’adempimento. Un passaggio che, nel caso specifico, non risulterebbe esserci stato, anche perché – secondo quanto emerso – l’esecuzione dell’ordinanza sarebbe avvenuta spontaneamente.
A monte della vicenda, quindi, allo stato attuale non sembrerebbe configurarsi alcun conflitto di interessi. È inoltre opportuno precisare che, qualora si dovesse discutere della questione sul piano normativo, si tratterebbe comunque di incompatibilità e non di ineleggibilità. Per questo motivo appare poco chiaro il ricorrente richiamo della Prefettura al momento delle elezioni, che riguarderebbe una fattispecie diversa da quella in esame.
Il prossimo Consiglio comunale sarà dunque decisivo non solo per gli equilibri politici dell’amministrazione, ma anche per chiarire definitivamente una vicenda che, tra interpretazioni giuridiche e tensioni politiche, continua a tenere banco nella vita pubblica cittanovese.




