“Ho appreso con viva soddisfazione dell’avvenuta odierna acquisizione del parere
favorevole del Ministero dei Beni Architettonici e del Ministero dell’Ambiente sul
secondo lotto della strada 106 (Trebisacce-Roseto Capo Spulico), che va ad aggiungersi
al Primo lotto (Sibari-Trebisacce), approvato da più tempo dal Cipe. Siamo davvero
ad un passo dalla conclusione definitiva dell’iter di approvazione: mancano soltanto
il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, convocato per venerdì 16 febbraio
e la conclusiva approvazione del Cipe, convocato per il 19 febbraio prossimo”. Così
il consigliere Bevacqua, il quale aggiunge: “L’impegno costante del Presidente Oliverio
raccoglie i meritati frutti: la sua interlocuzione con il governo nazionale si è
rivelata decisiva. Non è un caso che i ministri Lotti e Delrio abbiano garantito
la loro presenza alle due ultime prossime decisive riunioni, alle quali lo stesso
Oliverio non mancherà di produrre il suo personale apporto”. “Conoscendo a fondo
i problemi dell’area ionica – prosegue Bevacqua – mi batto da sempre affinché questa
diventi la battaglia dell’intera regione: stiamo dimostrando che, quando le istituzioni
si impegnano e riescono a fare sistema, riescono a incidere concretamente sul presente
per porre in essere un futuro diverso e migliore”. “Si tratta – continua Bevacqua
– di un investimento da 1,3 miliardi, la più grande opera infrastrutturale prevista
per il decennio nel Mezzogiorno. Abbiamo lottato per il recupero di un progetto che
molti davano per perso: ora, il nostro dovere è di perseverare e di sorvegliare in
maniera tale che l’arteria finalizzata a collegare i territori dello Ionio calabrese
raggiunga gli imprescindibili standard di sicurezza e sia capace finalmente di fungere
da traino per la crescita e lo sviluppo economico e sociale”. “Questa è l’ennesima
prova – conclude Bevacqua – dei risultati cui si è giunti, in questi anni, per la
Calabria, mediante la opportuna sinergia fra il governo regionale e quello nazionale
a guida PD: solo chi è distratto o in malafede può disconoscere i dati di fatto”.



