Attesa per la miniserie televisiva con Rai Fiction sui cinque martiri di Gerace trucidati il 2 ottobre 1847

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DIECI SINDACI DELLA LOCRIDE, AMBIENTI CULTURALI ITALIANI E PROMOTORI DELL’INIZIATIVA ATTENDONO CON FIDUCIA ED INTERESSE L’ESITO DELL’IDEA PROGETTUALE DI REALIZZARE UN FILM – O UNA MINISERIE TELEVISIVA- SUI CINQUE MARTIRI DI GERACE, GIOVANI INTELLETTUALI DELLA LOCRIDE PRECURSORI DELL’UNITA’ D’ITALIA TRUCIDATI IL 2 OTTOBRE 1847. L’INTERLOCUZIONE CON RAI FICTION.

Sono settimane decisive, di attesa, per l’esito dell’idea progettuale nata nel settembre del 2024 e poi ufficialmente lanciata dalla Città di Gerace- nel febbraio 2025- dalla locale Associazione “Promocultura”, presieduta da Salvatore Cataldo. Il sodalizio da decenni produce proficuamente attività giornalistico-promozionali ed editoriali. Il progetto riguarda la possibile realizzazione di un film, o miniserie televisiva, avente per tema l’evento storico conosciuto come “I Cinque Martiri di Gerace”, giovani nativi di altrettanti Comuni della Locride precursori dell’Unità d’Italia, trucidati il 2 ottobre 1847 nella Piana di Gerace. Una Commissione militare borbonica, presieduta dal colonnello Rossaroll e avallata dal generale Ferdinando Nunziante, alter ego di re Ferdinando II di Borbone, li giudicò emettendo un verdetto spietato: pena di morte con terzo grado di pubblico esempio; cioè i condannati dovevano essere scalzi, genuflessi e bendati, mani legate e ceppi ai piedi. Il principale capo d’accusa loro contestato fu quello di avere fatto sventolare il Tricolore e per questo morirono.
Erano cinque intellettuali della Locride, tra i 22 ed i 28 anni, chi laureato in giurisprudenza chi letterato o artista. Vennero fucilati a Gerace, città nella quale furono sommariamente processati un mese dopo i moti insurrezionali scoppiati prima a Reggio e Messina e poi a Bianco, nel Distretto di Gerace (attuale Locride).
I giovani (Michele Bello da Siderno, Pietro Mazzoni da Roccella Jonica, Gaetano Ruffo da Bovalino, Domenico Salvadori da Bianco e Rocco Verduci da Caraffa del Bianco), precursori del Risorgimento italiano, hanno lasciato insegnamenti indelebili di fedeltà ai propri ideali (amicizia, lealtà, rispetto, idea di Italia) che ha comportato l’estremo sacrificio. Non vadano perciò disperse e vanificate queste pagine di storia da cui tutti dovremmo trarre tanti insegnamenti; soprattutto in questo particolare periodo in cui pare che i princìpi ed i valori dell’italianità non vengano più tenuti in considerazione.
L’idea progettuale a suo tempo è stata subito accolta e fatta propria dal Sindaco di Gerace, Rudi Lizzi, dopo approfonditi confronti con l’Associazione “Promocultura” e con studiosi ed esperti di comunicazione per una degna e qualificatissima diffusione– su scala nazionale– di una pagina di storia italiana di cui furono protagonisti i Cinque giovani che sacrificarono la loro vita per l’affermazione dei principi di Libertà, della Costituzione, del concetto di Patria e per onorare il Tricolore.
Gerace conserva ancora intatti i luoghi in cui fu scritta la triste pagina di storia (dove i Cinque Martiri furono reclusi, la prigione utilizzata durante il processo, la dimora gentilizia in cui si riunì il Tribunale militare, il luogo in cui vennero fucilati, il luogo di sepoltura, etc.) veri e propri set naturali per la produzione del film.
Di rilevante importanza il patrimonio librario fin qui prodotto sull’argomento dal prof. Vincenzo Cataldo, storico e docente universitario; materiale ritenuto d’estremo interesse anche da registi e sceneggiatori e spesso oggetto di convegni storico-culturali in Calabria ed anche oltre regione. Il noto professionista sta profondendo il massimo impegno perché l’idea/progetto diventi realtà.
Molto proficui i confronti con professionisti ed esperti del settore televisivo e cinematografico. Due noti nomi, su tutti, già ufficialmente impegnati per condurre in porto il progetto: Mauro Graiani, notissimo sceneggiatore e regista televisivo e cinematografico (ha già scritto il soggetto di serie), e Maurizio Paparazzo, calabrese, anche lui noto sceneggiatore e regista, coordinatore del progetto stesso.
Da parte sua il Sindaco di Gerace, Comune capofila, a suo tempo ha coinvolto ben nove suoi colleghi, primi cittadini di altrettanti Comuni storicamente interessati- per vari motivi- alla vicenda dei Cinque Martiri. Si tratta dei Sindaci di Ardore (Giuseppe Campisi), Bianco (Giovanni Versace), Bovalino (Vincenzo Maesano), Caraffa del Bianco (Stefano Umberto Marrapodi), Gioiosa Jonica (Luca Ritorto), Locri (Giuseppe Fontana), Màrtone (Giorgio Imperitura), Roccella Jonica (Vittorio Zito), Siderno (Maria Teresa Fragomeni).
Dieci Sindaci della Locride, dunque, convintamente uniti, al di là delle proprie ideologie, nella realizzazione di un gran progetto culturale di respiro nazionale che sicuramente passerà agli annali della nostra storia. Per questo di buon grado hanno disposto l’erogazione di un minimo contributo necessario per la scrittura del soggetto di serie oggi prezioso oggetto di confronto con Rai Fiction che valuterà la fattibilità. Giungono, infine, le prime testimonianze di attenzione e di positiva valutazione da parte di rappresentanti politico istituzionali calabresi. Come quella della Sen. Tilde Minasi (Lega) e dell’Assessore regionale Giovanni Calabrese (FdI).