“Anche il sarcofago di Ruggero I d’Altavilla tornerà in prestito per l’anno 2027, anno dei Normanni, nella capitale normanna di Mileto”

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“Anche il sarcofago di Ruggero I d’Altavilla tornerà in prestito per l’anno 2027, anno dei Normanni, nella capitale normanna di Mileto” è stato Francesco Sirano, Direttore Generale MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), proprio all’inaugurazione della Mostra in onore del ritorno del sarcofago di Eremburga a darne notizia ufficiale. Si è aperto alle 17.30 l’evento attesissimo a Mileto dinanzi alle porte del Museo, presenti la PrefettaAnna Aurora Colosimo, Monsignor Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto – Nicotera – Tropea, Salvatore Fortunato Giordano, Sindaco di Mileto, Fabrizio Sudano, Dirigente Delegato Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria. Non sono, inoltre, mancate le altre presenze insigni per questo evento unico e storico, non solo le Autorità Militari e Ecclesiastiche, ma anche una delegazione di Troina, prima capitale normanna in Sicilia, e il Barone Giampietro Sanseverino, con la bellissima consorte, dei Sanseverino di Marcellinara, imparentati con il ramo nobile a Mileto.
Il benvenuto al pubblico, incredibilmente numeroso, è spettato a Maria Maddalena Sica, Direttrice del Museo Nazionale di Mileto, che in maniera accorata ha voluto ringraziare ogni operatore e operatrice del Museo di Mileto, ma anche tutte le forze di contorno che hanno permesso la realizzazione oltre che della Mostra Archeologica, con al centro focale il sarcofago di Eremburga, anche l’intero, nuovo e moderno percorso del Museo. Il riammodernamento ha notevolmente modificato l’assetto della struttura ospitante, grazie agli interventi del PNRR, e ne ha costruito dei percorsi ad hoc per ogni categoria di ospiti, dalla fascia per le visite di giovanissimi a quella delle persone con disabilità.
Ora Mileto potrà godersi la straordinaria narrazione a rilievo con scene di lotta tra guerrieri e Amazzoni sulle pareti esterne del sarcofago di Eremburga, seconda moglie di Ruggero, e attendere con trepidazione quello del suo Gran Conte.

Caterina Restuccia