Alecci in merito alla vertenza Konecta e al futuro occupazionale di centinaia di lavoratori calabresi
Mar 07, 2026 - redazione
La vicenda Konecta-ex Abramo meritava più attenzione e più controllo da parte della governance regionale. Le recenti notizie riguardo le problematiche sul futuro occupazionale di circa 700 lavoratori calabresi dimostrano che le preoccupazioni da me sollevate mesi fa erano fondate e oggi esplodono in tutta la loro evidenza. Lo scorso luglio avevo presentato un’interrogazione sulla gestione del progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche affidato a Konecta tramite TIM, che coinvolge centinaia di lavoratori ex Abramo, senza ricevere alcuna risposta dalla Giunta regionale. Proprio in quella interrogazione era chiaramente richiesto quali fossero le garanzie offerte ai lavoratori coinvolti e quali le attività svolte nei mesi di attività precedenti. Oggi gli stessi lavoratori si ritrovano nuovamente a rischio, tra richieste di ammortizzatori sociali e prospettive occupazionali incerte, nonostante fossero stati presentati come un “modello” di ricollocazione perfettamente riuscita, da “esportare” in altre regioni d’Italia. Il Presidente Occhiuto ha recentemente sostenuto che per evitare la situazione attuale “sarebbe servita una maggiore capacità commerciale da parte di chi ha gestito l’attività negli ultimi mesi”. Ma quando si investono 20 milioni di euro di fondi pubblici, la Regione non dovrebbe monitorare l’andamento del lavoro e la sua continuità nel tempo?
Stiamo parlando di centinaia e centinaia di posti di lavoro in Calabria, in un settore già in difficoltà all’interno di territori fragili dal punto di vista economico. La mia interrogazione oltre a verificare lo stato dell’arte del progetto, voleva essere un campanello d’allarme su qualcosa che non stava andando per il verso giusto, uno stimolo per metterlo “in sicurezza”, andando incontro altresì alle esigenze lavorative di centinaia di persone. Questi lavoratori, a mio avviso, devono essere inseriti in un percorso efficiente, che possa “vivere” anche in futuro, al di là dei governi regionali che si succederanno nei prossimi anni. Oggi più che mai, la Regione ha il dovere di dire quali commesse ci sono, per quanto tempo, e quali garanzie concrete intende offrire alle lavoratrici e ai lavoratori e al riguardo presenterò già lunedì un’ulteriore interrogazione per fare chiarezza una volta per tutte. Mi auguro che, nel frattempo, gli incontri annunciati a Roma per la prossima settimana portino, finalmente, le risposte tanto attese da queste famiglie.




