A conferire il Premio CAPOSPERONE all’Avv. Antonino Napoli è stato il direttore di Approdo Calabria Luigi Longo

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Una serata di emozioni e di riconoscimenti, arricchita da una presenza particolarmente significativa per la nostra redazione. Tra i protagonisti della serata anche l’avvocato Antonino Napoli, responsabile dell’Ufficio Legale di Approdocalabria, al quale è stato conferito un importante riconoscimento per il percorso professionale e sociale svolto nel territorio.
Un premio che la redazione di Approdocalabria accoglie con particolare soddisfazione e con sincero orgoglio, perché riconosce non soltanto l’attività professionale di un avvocato penalista, ma anche un impegno costante nel campo della tutela dei diritti, della legalità e della dignità della persona.
A rendere ancora più emozionante la serata è stato un particolare che ha assunto per tutti noi un significato speciale. A consegnare il premio ad Antonino Napoli è stato infatti Luigi Longo, direttore responsabile di Approdocalabria e suo grande amico. Un momento nel quale il riconoscimento pubblico si è intrecciato con un legame umano e professionale costruito negli anni, rendendo la consegna del premio ancora più intensa e autentica.
Nel ricevere il riconoscimento, l’avvocato Napoli ha voluto parlare non tanto dei propri risultati, quanto del significato della professione forense e delle persone che hanno accompagnato il suo percorso.
«Ricevere un premio fa certamente piacere. Non per autoreferenzialità, ma perché significa che, nel percorso della propria vita professionale e sociale, si è lasciato almeno un piccolo segno nel territorio in cui si è vissuti e operati.
Io, in realtà, non penso di aver fatto cose straordinarie. Ho semplicemente cercato di fare il mio dovere, con serietà, nella professione e nell’impegno sociale.
L’avvocato penalista, troppo spesso, viene rappresentato come colui che difende i delinquenti. È una lettura superficiale della nostra funzione. L’avvocato penalista è, prima di tutto, un garante della legalità, del diritto di difesa e della dignità della persona. Una dignità che, come ha ricordato il professor Gaetano Silvestri, non si perde per demerito e non si conquista per merito, perché appartiene all’uomo in quanto tale.


Ed è proprio qui che la cultura classica conserva una straordinaria attualità. Cicerone ci ha consegnato una formula che ancora oggi dovrebbe accompagnare chiunque abbia a cuore la giustizia, summum ius, summa iniuria. Il diritto portato alla sua applicazione più rigida può trasformarsi nella più grande delle ingiustizie. Per questo la giustizia non può essere soltanto la pretesa di punire, ma deve essere anche equilibrio, misura e rispetto dell’uomo.
È questo, in fondo, il senso più alto della professione forense.
Ringrazio sinceramente gli organizzatori per questo riconoscimento. Lo accolgo con gratitudine, ma soprattutto con il senso della responsabilità che ogni riconoscimento porta con sé. Non lo considero un punto di arrivo, ma un invito a continuare a fare, con la stessa convinzione, ciò che ho sempre cercato di fare.
E permettetemi, infine, di dedicare questo premio alle persone che hanno dato un significato vero a tutto il mio percorso.
Ai miei figli, che sono la parte più bella della mia vita e che, forse senza saperlo, mi ricordano ogni giorno per chi vale la pena cercare di essere un uomo migliore e a mia moglie, anche lei avvocato, perché dietro il lavoro di un avvocato, dietro le sue battaglie, le sue assenze, le sue preoccupazioni e anche le sue soddisfazioni, c’è spesso una famiglia che silenziosamente ne sopporta il peso.
Ci sono sacrifici che non finiscono sui giornali, non ricevono riconoscimenti e non vengono ricordati da nessuno. Ma sono proprio quelli che, nel tempo, rendono possibile ogni risultato.
Per questo il premio, più che a me, appartiene a loro.
Perché se oggi sono qui, con le mie convinzioni, con le mie battaglie e con la mia storia professionale, è anche perché accanto a me ho avuto una famiglia che ha saputo sostenermi e comprendere i sacrifici che questo mestiere inevitabilmente comporta.
A loro va la parte più importante della mia gratitudine».
La redazione di Approdocalabria si unisce dunque alle congratulazioni per questo riconoscimento, che premia un professionista da sempre impegnato nella difesa dei diritti e, al tempo stesso, una persona che ha saputo mantenere al centro del proprio percorso i valori della famiglia, dell’amicizia e dell’appartenenza al territorio.
Il significato più bello della serata è stato che non si è celebrato soltanto un professionista, ma si è riconosciuto il cammino di un uomo e delle persone che, lungo quel cammino, gli sono state accanto.
Ad Antonino Napoli vanno le congratulazioni e l’affetto dell’intera redazione di Approdocalabria, con l’auspicio che questo riconoscimento rappresenti non un punto di arrivo, ma un ulteriore stimolo a proseguire, con la stessa passione, il proprio impegno professionale e civile.