Gratteri, stipendi e privilegi: «Se si tagliano quelli dei magistrati, si taglino anche quelli dei politici»

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Gratteri, stipendi e privilegi: «Se si tagliano quelli dei magistrati, si taglino anche quelli dei politici»

«Bene abbassare gli stipendi dei magistrati, ma bisogna avere il coraggio di intervenire anche su quelli di parlamentari, sindaci, governatori e amministratori pubblici».
È questo il messaggio forte che emerge dall’intervento, destinato a far discutere, sul tema degli stipendi della classe dirigente italiana.
Nel suo ragionamento,  Nicola Gratteri richiama gli emolumenti dei parlamentari, sottolineando una contraddizione che da anni alimenta il malcontento dei cittadini: mentre si discute di ridurre i compensi dei magistrati, perché non affrontare anche i privilegi economici della politica?
«Un parlamentare prende circa 15 mila euro per lavorare anche poche ore. È una situazione che dovrebbe far riflettere», sostiene, ponendo l’accento anche sul sistema pensionistico dei deputati e sui trattamenti previsti per chi lascia il Parlamento dopo una sola parte della legislatura.
La questione, non può essere affrontata a senso unico. Se il Paese attraversa una fase di grave difficoltà economica, i sacrifici devono riguardare tutti coloro che ricoprono incarichi di responsabilità: Governo, magistratura, Regioni, Comuni ed enti pubblici.
Nel mirino finiscono soprattutto gli stipendi considerati faraonici e quei privilegi che rischiano di allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni.
«Bisogna abbassare tutto e restituire risorse a chi non ce la fa, a chi oggi soffre», è il senso dell’appello di Nicola Gratteri.
Un messaggio che tocca uno dei nervi scoperti della politica italiana: la crescente distanza tra cittadini e rappresentanti istituzionali.
E il dato dell’astensionismo, ormai diventato un problema strutturale, viene indicato come il segnale più evidente di questa frattura.
La conclusione è un richiamo alla coerenza: se si parla di tagliare gli stipendi dei magistrati, bisogna avere lo stesso coraggio di intervenire sui compensi e sui privilegi dei politici.
Perché i sacrifici, soprattutto nei momenti di crisi, non possono essere chiesti soltanto ad alcune categorie. E la credibilità delle istituzioni passa anche dalla capacità di dare il buon esempio.