Scuola – Cortei. Piccolotti (Avs): “a Crotone Carabinieri nei licei a schedare studenti prima dello sciopero? Un fatto gravissimo”

Anche la Cgil Calabria interviene sulla questione con una "ferma condanna"
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Abbiamo appreso poco fa dalla stampa locale qualcosa di folle: a Crotone i carabinieri si sono presentati al liceo classico “Pitagora”, e in almeno altri due istituti della città  calabrese, a caccia dei nomi di chi parteciperà allo sciopero del 30 ottobre. Siamo di fronte a un’intimidazione gravissima e inaccettabile. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs. Le scuole – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – sono luoghi di formazione e di libertà, non sono presidi di controllo preventivo. Chiedere ai rappresentanti d’istituto chi manifesterà, in assenza per giunta della dirigente scolastica, è un metodo da stato di polizia.
Il Governo risponde ormai sistematicamente al dissenso con la repressione. Piantedosi cos’ha da dire a riguardo? Vogliamo sapere  chi ha dato l’ordine, il Ministro chiarisca immediatamente, conclude Piccolotti.

ANCHE LA CGIL CALABRIA INTERVIENE SULLA QUESTIONE. FORZE DELL’ORDINE NELLE SCUOLE PER “SCHEDARE” GLI STUDENTI IN VISTA DELLA MOBILITAZIONE: LA FERMA CONDANNA DI CGIL E FLC CGIL CALABRIA

Apprendiamo con sconcerto quanto accaduto nelle ultime ore negli istituti superiori di Crotone, dove esponenti delle forze dell’ordine si sono presentati per chiedere alle dirigenze scolastiche informazioni in merito alle studentesse e agli studenti intenzionati a partecipare alle manifestazioni previste per domani 30 ottobre.

Come CGIL Calabria e FLC CGIL Calabria esprimiamo la nostra più ferma condanna di fronte a quella che si configura come una vera e propria intimidazione preventiva, un fatto di una gravità inaudita. Il diritto di sciopero e la libertà di manifestare pacificamente il proprio pensiero sono pilastri irrinunciabili della nostra Costituzione democratica.

La scuola pubblica della Repubblica è, per sua stessa natura, il luogo d’elezione per l’educazione al pensiero libero, allo sviluppo del senso critico e alla partecipazione civica. L’ingresso di polizia e carabinieri nelle scuole con il palese intento di “identificare” o “censire” chi intende esercitare diritti costituzionalmente garantiti è un atto inaccettabile che ci riporta a stagioni buie della nostra storia democratica.

Riteniamo altrettanto intollerabile il tentativo di trasformare le dirigenze scolastiche e il personale docente in controllori delle libere scelte di mobilitazione di ragazze e ragazzi. A loro, così come a tutto il personale scolastico che si è trovato a fronteggiare questa inusuale e inaccettabile ingerenza, va la nostra totale e incondizionata solidarietà. Non permetteremo in alcun modo che un clima di repressione del dissenso varchi le soglie delle nostre aule.

Di fronte a questa ingiustificabile forzatura, chiediamo pubblicamente di fare immediata chiarezza. Pretendiamo di sapere chi ha dato l’ordine di procedere con tali verifiche e con quali finalità si è deciso di turbare il sereno svolgimento della vita scolastica.

Episodi di questa portata non fanno altro che rafforzare la nostra determinazione e confermare l’urgenza dei temi posti alla base dello sciopero generale del 20 novembre, giorno in cui si terrà anche lo sciopero internazionale studentesco: la difesa del diritto allo studio e al lavoro, la lotta alla precarietà e al carovita, e la tutela intransigente degli spazi di democrazia e libertà.

Gianfranco Trotta Segretario Regionale CGIL Calabria

Alfonso Marcuzzo Segretario Regionale FLC CGIL Calabria