SANITÀ IN CALABRIA, LA DENUNCIA È DURISSIMA: «PAZIENTI IN DIALISI COSTRETTI AD ATTENDERE NELLA NOTTE. È UNA VERGOGNA INACCETTABILE!»
Ott 27, 2026 - Luigi Longo
SANITÀ IN CALABRIA, LA DENUNCIA È DURISSIMA: «PAZIENTI IN DIALISI COSTRETTI AD ATTENDERE NELLA NOTTE. È UNA VERGOGNA INACCETTABILE!»
Il caos al GOM riaccende i riflettori sulle criticità della sanità calabrese. Al centro della denuncia, la dignità dei pazienti, gli sprechi e la necessità di risposte concrete da parte delle istituzioni.
«Quello che abbiamo visto al GOM, con persone che devono sottoporsi alla dialisi costrette ad attendere nel cuore della notte, è una situazione che nessun cittadino calabrese, nessun italiano, dovrebbe essere costretto a sopportare».
È una denuncia del direttore di Approdo riporta al centro del dibattito pubblico le condizioni dei pazienti più fragili e le difficoltà che, secondo quanto denunciato, continuano a pesare sull’assistenza sanitaria in Calabria.
Le immagini e le testimonianze richiamate nell’intervento raccontano una realtà che merita attenzione e risposte. Perché dietro ogni attesa, dietro ogni disagio, ci sono persone, famiglie e pazienti che hanno diritto a essere curati con dignità, senza essere lasciati soli davanti alle difficoltà del sistema.
«CI SONO CITTADINI DI SERIE A E CITTADINI DI SERIE B?»
È questo il nodo più delicato della denuncia: il rischio che le inefficienze della sanità finiscano per colpire soprattutto chi è più vulnerabile.
«Non possiamo accettare che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B».
Un messaggio diretto alle istituzioni regionali e, in particolare, ai vertici politici chiamati a occuparsi delle condizioni della sanità calabrese. La richiesta è chiara: affrontare le criticità senza rinvii e senza sottovalutare episodi che incidono concretamente sulla vita delle persone.
«MILIARDI DI EURO SPESI, MA I PROBLEMI RESTANO»
La denuncia si allarga poi alla gestione complessiva del sistema sanitario. Nel mirino finiscono gli ingenti finanziamenti destinati alla sanità, a fronte di problemi che, secondo le critiche espresse, continuano a manifestarsi nell’organizzazione dei servizi e nell’assistenza ai cittadini.
Nel suo intervento, Longo, punta il dito anche contro sprechi, privilegi e presunte logiche di potere all’interno delle strutture sanitarie, chiedendo maggiore trasparenza e una valorizzazione delle professionalità migliori.
«Non è pensabile spendere miliardi di euro per avere una sanità che fa acqua da tutte le parti», è il messaggio lanciato.
Parole pesanti, che pongono una domanda fondamentale: come vengono utilizzate le risorse pubbliche e quali risultati concreti producono per i cittadini?
«NON POSSIAMO PIÙ RIMANERE IN SILENZIO»
Il passaggio finale è un appello a rompere il silenzio e ad aprire una riflessione seria sulle condizioni della sanità regionale.
Perché la questione non riguarda soltanto la politica o i bilanci, ma il diritto alla salute, la qualità dell’assistenza e il rispetto dovuto a chi affronta ogni giorno una malattia.
Le criticità denunciate richiedono verifiche, risposte e interventi concreti. I pazienti non possono diventare spettatori impotenti di un sistema che dovrebbe proteggerli.
La sanità si misura prima di tutto dalla capacità di prendersi cura delle persone più fragili. E quando un paziente è costretto ad attendere tra mille difficoltà, la priorità deve essere una sola: capire cosa non funziona e intervenire.
Il diritto alla salute non può essere uno slogan. Deve essere una garanzia concreta, per tutti.



