Alla luce del clima politico pesante che si respira a Cinquefrondi ed a circa cinque mesi dalla consultazione elettorale, sento la necessità di fare una sintesi di questa esperienza.
La mia candidatura nella lista Risveglio era frutto dell’entusiasmo, della passione e dei sogni che una giovane madre nutriva.
Ero convinta di portare le aspettative, i bisogni, che accompagnano tante famiglie nella mia Comunità.
Dopo un avvio abbastanza sereno, ho capito che quel clima poteva essere mantenuto solamente se fossimo stati funzionali ai disegni del Sindaco.
Infatti è bastato il nostro voto decisamente contrario alla sua elezione per il rinnovo del Consiglio Metropolitano, per inasprire concretamente i rapporti.
Da qui la mia delusione, il mio disagio.
Non è facile sopportare lunghi sermoni in Consiglio, una monopolizzazione del dibattito che rende quasi tossiche le riunioni consiliari, con il solo pensiero dominante che lui è il Sindaco.
Ma lo stupore mio grande l’ho registrato quando ci ha convocati d’urgenza solo per dirci, con toni decisi, che dovevamo dire ad un nostro Consigliere di ritirare le legittime richieste di delibere o documenti relativi a questioni utili al Consigliere per la sua attività di controllo.
Un atteggiamento che nessuno ha mai tenuto.
La verità è che mai si sopporta il dissenso.
Ad ogni nostra azione ci ricordano che hanno abbondantemente vinto le elezioni, quindi dobbiamo rimanere zitti, buoni, quasi in religioso silenzio.
In questa direzione va la loro bocciatura di una risoluzione che con tanta speranza avevo curato e presentata in Consiglio e che prevedeva una serie di misure relative alla prevenzione di atti contro le donne.
Come neofita e come donna ci sono rimasta male, avendo chiaramente capito, che quell’atteggiamento era contro chi aveva presentato quel documento, al di là dei contenuti.
In queste ultime giornate ho voluto rimanere accanto a Michele Galimi, senza far mancare il mio calore e la mia amicizia.
Ho scoperto il valore di un uomo umile, sincero, che in assoluto silenzio ha vissuto il grave atto intimidatorio, vergognoso e vigliacco.
Non ho esperienze in merito, ma pensavo che oltre alla moltitudine di gente comune che si è recata presso la sua abitazione, sarebbe stato umano, che la stessa cosa avessero fatto i suoi colleghi consiglieri.
Penso che questo mio sfogo, che non vuole essere censura ad alcuno, ma solo una riflessione di una donna che crede prima nei rapporti umani e poi nella politica.
Fiera della mia autonomia e libertà, resterò sui banchi del Consiglio Comunale, delusa ma decisa a lavorare per la crescita della mia Comunità.
Vanessa Spanò
Consigliere Comunale di Risveglio Cinquefrondi



