Omicidio Francesco Fortugno, Ritorto condannato all’ergastolo per l’omicidio, chiede una revisione parziale

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Circa 21 anni dopo l’omicidio di Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale ucciso il 16 ottobre 2021, Salvatore Ritorto, condannato all’ergastolo, ha chiesto la revisione parziale del processo. Nei giorni scorsi ha presentato tramite il suo avvocato Rosario Scarfò un ricorso chiedendo che venga riesaminata la condanna per associazione mafiosa, essendo emerse alcune contraddizioni – secondo la difesa – nelle sentenze dei processi Lampo e Arcobaleno sulla qualificazione del cosiddetto gruppo Novella, come scrive Gazzetta del Sud. Il collaboratore di giustizia Domenico Novella viene infatti indicato in un uno come membro della cosca Cordì, in un’altra come affiliato di un gruppo autonomo a cui avrebbe fatto parte Ritorto. Una contraddizione che non consentirebbe di delineare con certezza l’esistenza del gruppo Novella, oltre al fatto che lo stesso collaboratore di giustizia ha affermato di aver frequentato Ritorto per solo un mese, un tempo troppo breve per parlare di partecipazione associativa. Anche la presunta detenzione di armi non sarebbe mai stata provata. Viene contestata anche la parte della sentenza d’appello in cui, secondo i giudici, Rovella e un’altra persona avrebbero aiutato Ritorto nell’omicidio a titolo personale e non come mafiosi, escludendo nuovamente l’ipotesi di associazione. Per questo nel ricorso viene chiesto alla Corte d’appello di Catanzaro di rivalutare la parte relativa all’associazione mafiosa, mentre non tocca la parte relativa all’omicidio di Fortugno.