Ad Altomonte al Festival Euromediterraneo il convegno sul ruolo della cultura, della diplomazia e delle comunità locali

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Mettere al centro la persona, superare le contrapposizioni e costruire una cultura dell’incontro. È un messaggio di straordinaria attualità quello che arriva dalle parole pronunciate da Papa Leone XIV al Meeting di Rimini e che trova una significativa consonanza con i temi al centro del Festival Euromediterraneo Altomonte 2026.

Giovedì 27 agosto, alle ore 17.00, nel Chiostro dei Domenicani di Altomonte, si terrà infatti il convegno “Il ruolo della cultura, della diplomazia e delle comunità locali nella costruzione della pace”, nell’ambito del quale sarà presentato il libro di Domenico Naccari, “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”.

Nel suo intervento a Rimini, Papa Leone XIV ha rivolto un forte richiamo alla responsabilità individuale e collettiva, invitando a liberare la convivenza dalla prepotenza, dalle logiche di potere ingiuste e dalle divisioni che alimentano conflitti e disuguaglianze. Al centro resta la dignità della persona e la necessità di ricostruire relazioni fondate sull’incontro e sulla pace.

Parole che assumono un significato particolare nel Mediterraneo, luogo nel quale popoli, culture e religioni differenti convivono da millenni e nel quale oggi si concentrano alcune delle più difficili sfide del nostro tempo.

È proprio da questa consapevolezza che nasce il confronto di Altomonte: la pace non può essere considerata esclusivamente una questione affidata ai governi e alla diplomazia internazionale, ma deve essere costruita anche attraverso la cultura, le città, le associazioni e le comunità locali.

Una vera e propria diplomazia dei popoli e dei territori, capace di creare occasioni di conoscenza reciproca e di trasformare le differenze in opportunità di incontro.

In questa prospettiva si inserisce anche “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”, nel quale Domenico Naccari racconta il rapporto tra Calabria e Marocco, due terre unite dal Mediterraneo e dalla possibilità di costruire relazioni sempre più profonde attraverso la cultura, la cooperazione e il dialogo.

«Il richiamo di Papa Leone XIV alla centralità della persona e alla necessità di superare le divisioni – sottolinea Domenico Naccari, Console onorario del Regno del Marocco in Calabria e autore del volume – tocca profondamente il senso dell’iniziativa di Altomonte. La diplomazia può costruire ponti dove esistono distanze, ma perché questi ponti siano solidi hanno bisogno della cultura e del coinvolgimento delle comunità. Il Mediterraneo deve tornare ad essere percepito non come una linea che separa, ma come uno spazio che unisce».

Al confronto interverranno, insieme a Domenico Naccari, Sergio Crocco, de La Terra di Piero; Antonio Blandi, di Officine delle Idee; e Ahmed Berraou, presidente dell’associazione interculturale “DAAWA” di Cosenza e del Forum marocchini della Calabria.

A moderare il confronto sarà il giornalista Francesco Cangemi.

L’appuntamento si inserisce nel programma del Festival Euromediterraneo Altomonte 2026, dedicato alle culture, alle immagini, ai suoni, alle danze e alle parole come strumenti di dialogo tra i popoli del Mediterraneo.

Il convegno vuole dunque essere non soltanto un momento di riflessione, ma anche l’affermazione di un principio: la pace si costruisce prima di tutto attraverso la conoscenza dell’altro. La diplomazia istituzionale è indispensabile, ma accanto ad essa esiste una diplomazia quotidiana fatta di relazioni, cultura, comunità, scuole, associazioni e territori.

Altomonte diventa così, per un giorno, luogo di un Mediterraneo che sceglie di parlarsi anziché dividersi: un Mediterraneo nel quale le differenze non siano muri, ma occasioni di conoscenza, e nel quale la centralità della persona rappresenti il punto di partenza per costruire convivenza, dialogo e pace.