Agricoltura, Nesci: «Fratelli d’Italia ha rimesso chi produce al centro delle scelte nazionali ed europee»

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Agricoltura, Nesci: «Fratelli d’Italia ha rimesso chi produce al centro delle scelte nazionali ed europee»*

«L’agricoltura italiana sta attraversando una fase difficile, segnata dall’aumento dei costi, dalla crisi energetica e dagli effetti dei cambiamenti climatici. Per questo il lavoro portato avanti da Fratelli d’Italia, dal ministro Francesco Lollobrigida e dal gruppo ECR in Europa è stato ed è fondamentale: rimettere chi produce al centro delle scelte politiche».

Lo dichiara Denis Nesci, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR: «Dall’anticipo dei pagamenti Pac alla difesa delle risorse agricole, dalla battaglia contro una visione ideologica della transizione alla richiesta di regole europee più semplici e più giuste, il punto è sempre lo stesso: gli agricoltori non possono essere trattati come un problema. Sono una parte essenziale della nostra economia, della nostra sicurezza alimentare e della tenuta dei territori».

Per Nesci, la questione riguarda l’intero Paese e tocca in modo diretto anche il Mezzogiorno e la Calabria: «Quando un’azienda agricola è costretta a fare i conti con carburanti più cari, energia più pesante, materie prime in aumento e mercati instabili, non è in difficoltà solo un’impresa. Si indebolisce una filiera, si riduce la competitività del Made in Italy, si espone il consumatore finale a nuovi rincari e si rischia di svuotare ulteriormente le aree interne e rurali».

«Il ministro Lollobrigida – prosegue – ha impresso una linea chiara: difendere la sovranità alimentare, dare tempi certi agli agricoltori, sostenere le filiere, valorizzare le produzioni italiane e contrastare la concorrenza sleale. È una linea che in Europa il gruppo ECR porta avanti con coerenza, chiedendo meno burocrazia, più reciprocità negli scambi commerciali, tutela del reddito agricolo e una transizione che sia sostenibile anche per chi lavora la terra».

Nesci richiama anche il proprio impegno sulle aree rurali e sulla politica di coesione: «Il futuro dell’agricoltura si gioca anche sulla capacità di tenere vivi i territori. In Europa lavoro perché le aree rurali non siano considerate marginali, ma strategiche: luoghi in cui si produce qualità, si custodisce il paesaggio, si crea lavoro e si può costruire una risposta concreta allo spopolamento».

«L’agricoltura italiana e calabrese – conclude Nesci – ha bisogno di poche e semplici cose: risorse certe, pagamenti rapidi, meno adempimenti inutili, infrastrutture, tutela del Made in Italy e mercati più equi. È questa la strada che Fratelli d’Italia sta seguendo: stare dalla parte di chi produce, perché difendere l’agricoltura significa difendere l’Italia reale».