Cittanova, dopo anni di scontri arriva la tregua con “Marcia indietro “: pace tra la Pro loco di Gentile e D’agostino e la famiglia Anselmo. Premiato alla festa dei Migranti il papà dell’assessore di Rozzano, deceduto da qualche mese

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Cittanova, dopo anni di scontri arriva la tregua con “Marcia indietro “: pace tra la Pro loco di Gentile e D’agostino e la famiglia Anselmo. Premiato alla festa dei Migranti il papà dell’assessore di Rozzano, deceduto da qualche mese

Scuse, riconoscimenti e un gesto simbolico alla Festa dei Migranti: si apre una nuova fase dopo una lunga stagione di polemiche e contrapposizioni con dirette social e  vignette durissime nei contenuti finite con denunce alla procura della Repubblica di Palmi, nel tritacarne della polemica mediatica era finito anche il direttore di Approdo Luigi Longo

CITTANOVA – Dopo anni di tensioni, accuse e contrapposizioni pubbliche, a Cittanova sembra finalmente aprirsi una fase di distensione tra la Pro Loco, l’imprenditore e politico D’agostino e la famiglia di Domenico Anselmo.
Anselmo, trasferitosi da alcuni anni a Rozzano, nel Milanese, dove ricopre anche un incarico nell’amministrazione comunale, era stato protagonista di una lunga stagione di iniziative e interventi pubblici fortemente critici nei confronti di D’agostino, sia sul piano imprenditoriale sia su quello politico, e dell’amministrazione comunale guidata da Domenico Antico.
Una contrapposizione che, nel tempo, aveva assunto toni particolarmente accesi, coinvolgendo anche altre persone e alimentando un acceso dibattito pubblico attraverso dirette social, dichiarazioni e prese di posizione.
Adesso, però, qualcosa sembra essere cambiato.
Il segnale più evidente arriva dalle scuse rivolte da D’agostino e Gentile alla famiglia Anselmo e dal riconoscimento attribuito, nell’ambito della Festa dei Migranti, al papà di Domenico Anselmo, Michele, da poco tempo deceduto.  Un gesto dal forte significato simbolico, che sembra voler archiviare una stagione di contrasti e aprire una nuova pagina.
Non si può ancora parlare di una pace definitiva, ma certamente di una tregua significativa, capace di interrompere – almeno per il momento – una vicenda che per anni ha caratterizzato una parte del dibattito pubblico cittadino.
La lunga contrapposizione aveva avuto conseguenze anche sul piano giudiziario, con alcune persone che avevano deciso di presentare querele per diffamazione, contestando dichiarazioni e modalità comunicative ritenute eccessive. Nel tritacarne mediatico era finito anche il direttore di Approdo, Luigi Longo, accusato a più riprese di sostenere l’amministrazione guidata da Domenico Antico.
Oggi, dunque, il clima sembra essere diverso. Le parti scelgono la strada della distensione e affidano a gesti concreti il tentativo di chiudere una delle pagine più controverse della recente vita pubblica di Cittanova.
Resta da capire se quella di questi giorni sarà soltanto una tregua oppure l’inizio di una vera e propria pacificazione, lo capiremo dopo il 17 settembre.

INTERVENTO INTEGRALE DOMENICO ANSELMO

❤️ UN CUORE CHE AMA TANTO.

Ieri sera, durante la Festa dell’Emigrante 2026 di Cittanova, ho avuto l’onore e l’emozione di ritirare l’attestato di merito alla memoria di mio padre, Michele Anselmo.

Un riconoscimento che porta con sé tante emozioni.

Anni fa questo premio era già stato pensato per lui, ma poi non arrivò. Papà ne rimase molto dispiaciuto e, conoscendo il suo carattere, probabilmente oggi, se fosse stato qui, dopo quella incomprensione… staremmo raccontando un’altra storia.

Io, invece, ho scelto di esserci.

Ho scelto di esserci perché ieri sera non doveva esserci spazio per le polemiche, ma per il ricordo.

E soprattutto perché mi piaceva pensare che, ancora una volta, Cittanova potesse ricordare Michele per quello che è stato, per quello che ha fatto e soprattutto per l’amore infinito che ha sempre avuto per il suo paese.

Quarant’anni vissuti lontano non sono mai riusciti ad allontanarlo davvero da Cittanova.
La portava dentro ovunque andasse.

E alla fine ha voluto tornarci per sempre.

Ieri sera credo sia arrivato anche un messaggio importante: le idee politiche possono dividerci, le bandiere possono essere diverse, ma il fattore umano deve venire prima di tutto.

Perché, quando tutto il resto passa, rimangono le persone, i rapporti, il rispetto e il bene che siamo stati capaci di lasciare agli altri.

E papà di bene ne ha lasciato tanto.

Aveva davvero “un cuore che ama tanto”, proprio come quella canzone che adorava cantare e che, quasi senza volerlo, è diventata la colonna sonora della sua vita.

Amava tanto la sua famiglia.
Amava gli amici.
Amava aiutare gli altri.
E amava, visceralmente, Cittanova.

Grazie di cuore a Francesco D’Agostino, a Pino Gentile e a tutti coloro che ieri sera hanno voluto dedicargli questo ricordo.

Papà, questo applauso della tua Cittanova era per te.

E sono sicuro che, da qualche parte, lo hai sentito. ❤️