Gruppo “Insieme per Tropea”, “Rottamazione-quinquies, l’Amministrazione Macrì volta le spalle ai cittadini”
Ago 01, 2026 - redazione
La seduta del Consiglio comunale dedicata alla cosiddetta Rottamazione-quinquies lascia un dato politico inequivocabile: l’Amministrazione Macrì ha scelto di non offrire a tutti i contribuenti tropeani le stesse opportunità di regolarizzare la propria posizione nei confronti del Comune.
Come gruppo consiliare Insieme per Tropea avevamo sostenuto la necessità di approvare una definizione agevolata realmente estesa, capace di coinvolgere l’intera platea dei debitori comunali e di rappresentare un concreto aiuto per famiglie, lavoratori, imprese e attività economiche che intendono rimettersi in regola.
La maggioranza ha invece deliberatamente imboccato una strada diversa, lasciando fuori dalla misura circa 1,7 milioni di euro di crediti affidati alla Soget, riducendo sensibilmente la portata di uno strumento che avrebbe potuto produrre benefici ben più ampi sia per i cittadini sia per le casse comunali.
Nel corso del dibattito, il sindaco Giovanni Macrì e l’assessore Lorenzo Romanella hanno giustificato questa esclusione richiamando il contratto con il concessionario della riscossione e prospettando addirittura il rischio di una penale.
Una spiegazione che, alla luce dei chiarimenti successivamente acquisiti, appare quantomeno discutibile.
Secondo quanto riferito, infatti, la prosecuzione delle attività di riscossione sui carichi già affidati non sarebbe incompatibile con l’applicazione della definizione agevolata. L’adesione dei contribuenti alla rottamazione non determinerebbe automaticamente né la cessazione del rapporto con il concessionario né l’applicazione di penali.
Non solo. La stessa società risulta gestire procedure analoghe di definizione agevolata in altri Comuni, senza che siano emersi gli ostacoli prospettati durante il Consiglio comunale.
Se questa ricostruzione corrisponde alla realtà operativa, allora diventa inevitabile una domanda: perché a Tropea è stata rappresentata una situazione diversa?
Ancora più grave appare un altro aspetto. È difficile comprendere come il Consiglio comunale abbia potuto discutere e votare un provvedimento di tale rilevanza senza una rappresentazione chiara e completa dell’esclusione di circa 1,7 milioni di euro di crediti.
Non si tratta di una questione marginale. Si tratta di una parte rilevantissima del patrimonio creditizio dell’Ente, la cui esclusione ha inevitabilmente inciso sull’efficacia della misura e sulle possibilità offerte ai contribuenti.
Se l’Amministrazione era perfettamente consapevole di tale esclusione, avrebbe avuto il dovere politico e istituzionale di illustrare dettagliatamente le ragioni tecniche, economiche e giuridiche prima della votazione.
Se, invece, questa circostanza non è stata adeguatamente rappresentata, il problema diventa ancora più serio e investe direttamente il principio di trasparenza amministrativa che dovrebbe guidare ogni decisione pubblica.
A destare ulteriore preoccupazione sono state anche le affermazioni del sindaco Macrì secondo cui molti contribuenti morosi non avrebbero comunque aderito alla definizione agevolata.
Una simile valutazione appartiene al terreno delle opinioni politiche, non a quello delle decisioni amministrative.
Non spetta infatti al sindaco decidere preventivamente chi avrebbe aderito e chi no.
Il compito dell’Amministrazione è garantire pari opportunità a tutti i cittadini, mettendoli nelle condizioni di scegliere liberamente se regolarizzare la propria posizione, non limitare preventivamente uno strumento previsto dalla legge sulla base di presunzioni.
Per questo chiediamo che l’Amministrazione chiarisca pubblicamente: perché sono stati esclusi i crediti affidati alla Soget; se esistano pareri scritti degli uffici comunali o del concessionario che giustifichino tale scelta; su quali elementi sia stata fondata l’ipotesi dell’esistenza di una penale; chi abbia assunto la responsabilità politica e amministrativa di restringere la portata della Rottamazione-quinquies.
Ma questa vicenda pone anche un’altra questione che riguarda il metodo con cui viene amministrata Tropea.
Prendiamo atto delle precisazioni rese dal presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Gualtieri, in merito alla Conferenza dei Capigruppo.
Nessuno ha mai sostenuto che la sua convocazione costituisca una condizione di validità delle sedute consiliari. Il punto è un altro: ridurre tutto a un formalismo regolamentare significa ignorare il valore politico e istituzionale degli strumenti che il Regolamento stesso mette a disposizione per favorire il confronto tra maggioranza e opposizione.
La Conferenza dei Capigruppo non rappresenta un inutile adempimento burocratico: è uno strumento di dialogo, programmazione e condivisione che un vero Presidente del Consiglio dovrebbe valorizzare proprio per garantire equilibrio, partecipazione e rispetto delle prerogative di tutti i gruppi consiliari.
Un Presidente del Consiglio, che sa interpretare e rispettare profondamente il ruolo assegnatogli, deve essere sempre garante dell’intero Consiglio comunale e dell’istituzione, non della sola maggioranza.
Per questo sorprende un’impostazione che sembra limitarsi al rispetto del minimo indispensabile sotto il profilo procedurale, rinunciando invece a promuovere quel confronto che rappresenta l’essenza della democrazia consiliare.
Il rispetto delle regole costituisce un dovere. Ma il rispetto delle istituzioni, delle minoranze e dei cittadini rappresenta una responsabilità politica ancora più grande.
Ed è proprio questa responsabilità che, troppo spesso, sembra mancare.
La vicenda della Rottamazione-quinquies rappresenta purtroppo l’ennesima occasione perduta: per aiutare centinaia di contribuenti; per incrementare il recupero delle entrate comunali; per dimostrare trasparenza, ascolto e capacità amministrativa.
Insieme per Tropea continuerà a svolgere fino in fondo il mandato ricevuto dai cittadini: vigilare, controllare, proporre e denunciare ogni scelta che riterremo contraria all’interesse della comunità.
Perché amministrare significa assumersi responsabilità, spiegare le proprie decisioni e rispondere ai cittadini. Su questa vicenda non ci fermeremo.
Continueremo a chiedere documenti, chiarimenti e verità.
Perché Tropea merita un’Amministrazione che ampli i diritti dei contribuenti, non che li restringa; che favorisca la trasparenza, non l’opacità; che rafforzi il ruolo del Consiglio comunale, non che lo riduca a semplice luogo di ratifica di decisioni già assunte.
I cittadini contribuenti hanno il diritto di sapere perché è stata loro negata un’opportunità prevista dalla legge e perché, ancora una volta, l’interesse generale sembra essere stato sacrificato a favore di scelte politiche che appaiono prive di un’adeguata e convincente giustificazione.
Gruppo consiliare
“Insieme per Tropea”



