Furti e rapine a Rizziconi e Varapodio: quale pista seguire per assicurare giustizia a chi subisce

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Di Scarpati Filomena

L’ultimo allarme di criminalità, arriva da due paesi della Piana distanti poco più di qualche chilometro, ma sembrerebbe organizzati tra loro nella parte criminale per apportare introiti economici ad alcuni clan del territorio. Partiamo dal fatto che senza autorizzazione dei capi ‘ndrangheta dei paesi dove furti e rapine avvengono, nulla può essere compiuto e a voler ricordare le notizie della stampa italiana, qualificata a trattare criminalità, le ultime faide scoppiarono in Oppido Mamertina, dopo che uno dei componenti del clan di maggioranza, rimproverò fortemente uno dei componenti del clan di minoranza, per avere sottratto alla Madonna delle Grazie del Santuario di Tresilico (Frazione di Oppido M.), gli oggetti donati per voto o grazia ricevuta. Il rimproverante dopo un po’ di tempo fu assassinato e vi furono spargimenti di sangue, scomparse di persone e latitanze per alcuni anni, che trovarono compagnia, secondo le notizie dei migliori network italiani, di uno dei maggiori boss di Rizziconi, allora latitante. Questo porta a pensare che al di là dei coinvolti a passare le notizie, cosiddetti pali, l’organizzazione del furto alla gioielleria di Rizziconi e alla banca di Varapodio potrebbe provenire dagli stessi clan di Oppido M., le cui presenze e le cui unioni non mancano con la delinquenza del vicino territorio di Varapodio e con Rizziconi le alleanze criminali. Non sono più i tempi in cui i boss e i loro adepti usavano lupara e fendenti per partecipare a volte personalmente alla conduzione di furti, rapine, omicidi e sequestri di persone, per evitare di essere scoperti in quanto, oggi, è più facile essere protetti dalle collusioni di chi poi deve garantire le coperture: questa o quella cosca, va perseguitata o meno in base al numero di persone che contano nel giro delle parentele e delle amicizie a qualsiasi livello. Nemmeno il depauperamento causato dai giovani che emigrano verso territori dove studiare in tranquillità o trovare un buon lavoro, porta ad evitare i fenomeni criminali o ad avere minore manovalanza a disposizione delle ‘ndrine, in quanto, oggi, la cercano tra rom ed immigrati. Infatti a giudicare dal rumore di due auto sgangherate che circa alle 4,30 del mattino di quasi un mese fa, dopo lo scoppio delle due bombe per il furto alla Credem di Varapodio e il tempo di arraffare i contanti, si è compreso che stessero attraversando, il senso unico che dal centro di Varapodio va verso Oppido M. Quindi è possibile che la spartizione del bottino sia avvenuta in qualche sperduta campagna del luogo, alle falde dell’Aspromonte che ancora ricordano omicidi e sequestri di persone, coperti da omertà e consenso sociale di numerosi cittadini, che, ancora oggi, preferiscono allo Stato, l’antistato, le carogne alle persone perbene per mera invidia, la menzogna alla verità. Nel momento in cui qualcosa sembra cambiare nei paesi viciniori, con la speranza di essere contagiati dal bello, dal buono e dal legale per uomini e donne di buona volontà che si impegnano per l’evoluzione culturale, la ‘ndrangheta e suoi affiliati, con promesse di posti di lavoro, del conseguimento facile di titoli, tirocini da non effettuare, protocolli da non seguire, promozioni e voti alti anziché bocciature, cartelle di accertamento dall’agenzia delle entrate a chi loro non piace per far perdere tempo, riattivando anche bolli di auto demolite da anni, ciò ricordando Dante, anche se sono degli emeriti ignoranti, continuano a trovare consensi per affidare a persone di loro gradimento, amministrazioni e consigli di ogni tipo, che garantiscano la continuità del fenomeno criminale e lunga vita alla “ndrangheta, danneggiando nello stesso tempo, nelle modalità tipiche dell’associazione a delinquere di stampo mafioso, gli antimafia, le persone perbene, chi indossa una divisa onestamente e in piena fedeltà allo Stato, tutti coloro che lottano per la legalità e i sindaci che sono stati eletti appena qualche anno fa, che cercano di investire in cultura nel tentativo di migliorare le condizioni di civiltà del territorio.