Taurianova, dopo otto anni dal sequestro preventivo di un’azienda tra le più importanti del Sud Italia, i beni tornano al legittimo proprietario
Lug 26, 2026 - Luigi Longo
Taurianova, dopo otto anni dal sequestro preventivo di un’azienda tra le più importanti del Sud Italia, i beni tornano al legittimo proprietario
all’imprenditore che è stato massacrato, messo sulla graticola da uno Stato che, in certi casi, dimostra di avere arroganza, se non addirittura prepotenza.
Quando lo Stato intende appropriarsi delle aziende attraverso meccanismi che continuiamo a definire criminali, lo diciamo con grande tranquillità: le aziende sono di chi le ha costruite e non possono essere sottratte e affidate ad altri, anche se questi altri sono lo Stato.
Bisogna trovare in tutti i modi una soluzione per consentire agli imprenditori di continuare a guidare le proprie aziende e di farle crescere regolarmente. Se ci sono dei processi, che si svolgano regolarmente, ma si attenda il terzo grado di giudizio prima di adottare provvedimenti che rischiano di distruggere imprese e posti di lavoro.
Con tutto il rispetto per chi svolge le indagini e per la magistratura, dobbiamo capire che dietro ogni azienda ci sono enormi sacrifici da parte di chi l’ha costruita, ma anche di tanti dipendenti, lavoratori e fornitori. Un’azienda non è fatta solo dell’attività diretta, ma anche di tutto l’indotto che genera.
Ecco perché credo che la vicenda di questi imprenditori di Taurianova, che dopo otto anni di sequestro preventivo hanno visto riconosciute le proprie ragioni vincendo il processo, significhi che qualcosa, in questa Calabria e in questa Italia, non funziona.
Rivolgo i miei auguri a questo giovane imprenditore che ha ereditato dal padre un importante patrimonio imprenditoriale, ha affrontato enormi difficoltà ed è stato, in certi casi, anche bersagliato dallo Stato.



