Incendio alla Ciambra, il direttore di Approdo Luigi Longo replica al Comune: «Raccontare la realtà non significa fare allarmismo»
Giu 27, 2026 - Luigi Longo
Incendio alla Ciambra, il direttore di Approdo Luigi Longo replica al Comune: «Raccontare la realtà non significa fare allarmismo»
GIOIA TAURO – «Non ho mai fatto allarmismo e non inizierò certo adesso. Il mio compito è raccontare la realtà dei fatti». Con queste parole il direttore di Approdo Luigi Longo, interviene dopo la nota diffusa dal sindaco di Gioia Tauro e dall’assessore Guerrisi in merito all’incendio divampato nell’area della Ciambra.
Longo, respinge le accuse di aver alimentato inutili allarmismi, ribadendo che le immagini e i video realizzati sul posto documentano una situazione evidente. «Le condizioni delle strade che conducono alla Ciambra – afferma – sono sotto gli occhi di tutti e nessuno può negare ciò che è stato documentato».
Il vero problema non riguarda esclusivamente il rogo sviluppatosi nelle ultime ore, ma uno stato di degrado che si protrae da anni. «La situazione della Ciambra e dell’area circostante non nasce oggi. È una criticità che dura da troppo tempo e rappresenta il fallimento di tutti: delle istituzioni, della politica e di chi avrebbe dovuto intervenire prima».
Il direttore di Approdo nel suo intervento richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze dell’incendio. «I cumuli di rifiuti, i copertoni abbandonati e il fumo nero che ha avvolto il cielo di Gioia Tauro non sono un’invenzione. Così come non lo sono la cenere depositatasi sulle abitazioni e sulle automobili e le preoccupazioni dei cittadini per quanto respirato durante quelle ore».
Longo racconta di essersi trovato casualmente a Gioia Tauro quando alcuni cittadini lo hanno invitato a verificare personalmente quanto stava accadendo. «Erano insegnanti, professionisti, madri di famiglia e semplici cittadini che chiedevano soltanto che qualcuno raccontasse ciò che stava succedendo».
Accompagnato da alcuni di loro, mi sono recato nell’area interessata dall’incendio. «Lungo le strade di accesso alla Ciambra erano presenti rifiuti di ogni genere. All’ingresso del quartiere lo scenario appariva ancora più grave: una distesa di materiali abbandonati, tra cui immondizia, copertoni e altri rifiuti altamente infiammabili».
Sull’origine del rogo, Longo, evita qualsiasi ipotesi. «Non spetta a me stabilire chi abbia appiccato il fuoco. Saranno le autorità competenti e le forze dell’ordine ad accertare eventuali responsabilità».
L’appello finale è rivolto alle istituzioni affinché il confronto non si trasformi in una polemica politica. «Negare l’evidenza non aiuta nessuno. Raccontare la realtà non significa creare allarmismo, ma contribuire a far emergere problemi che esistono da anni e che meritano finalmente risposte concrete».



