Comitato Spontaneo Salute, “Specialistica ambulatoriale, servizi reali o prestazioni incomplete?”

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Riceviamo costantemente segnalazioni da parte di cittadini che, dopo aver richiesto una visita specialistica ambulatoriale, si trovano ad affrontare tempi di attesa incompatibili con i bisogni di salute: mesi per ottenere una prestazione, rinvii continui e, troppo spesso, percorsi diagnostici incompleti che costringono il paziente a rivolgersi successivamente al privato per ottenere ciò che il Servizio Sanitario dovrebbe garantire.

Non è nostra intenzione puntare il dito contro i professionisti sanitari, che quotidianamente operano in condizioni spesso difficili. La questione è un’altra e riguarda l’organizzazione del sistema: gli specialisti ambulatoriali vengono realmente messi nelle condizioni di svolgere la propria attività secondo le linee guida cliniche e gli standard diagnostici richiesti dalla moderna medicina?

Una visita specialistica non può trasformarsi in un semplice passaggio burocratico. Il concetto stesso di specializzazione implica competenza, approfondimento clinico, capacità diagnostica e disponibilità di strumenti adeguati. Quando mancano tecnologie, apparecchiature, supporti diagnostici o personale, il rischio concreto è quello di produrre diagnosi tardive, percorsi incompleti e ritardi terapeutici che incidono direttamente sulla salute dei cittadini e trasferimento dei cittadini negli studi privati.

È inaccettabile che un paziente, dopo aver atteso mesi per una prestazione pubblica, sia costretto a sostenere ulteriori costi per completare accertamenti che avrebbero dovuto essere garantiti all’interno dello stesso percorso assistenziale. In questo modo si genera una duplice ingiustizia: sanitaria ed economica.

Per questo motivo avvieremo un approfondimento dettagliato sul funzionamento della specialistica ambulatoriale. Vogliamo capire quanti ambulatori sono realmente operativi, con quali volumi di attività lavorano, quali siano i tempi effettivi di prenotazione, quali prestazioni vengano erogate e soprattutto se le strutture dispongano delle strumentazioni necessarie per consentire agli specialisti di formulare diagnosi complete e appropriate.

Verificheremo inoltre se siano state segnalate alle ASP competenti eventuali carenze strutturali, tecnologiche o organizzative e quali risposte siano state fornite. La trasparenza non è un’opzione: è un dovere nei confronti dei cittadini.

La medicina territoriale rappresenta il pilastro fondamentale di qualsiasi sistema sanitario moderno. Il ruolo del medico di medicina generale e quello della specialistica ambulatoriale sono essenziali per la realizzazione della medicina di prossimità, intercettare precocemente le patologie, ridurre le ospedalizzazioni evitabili e alleggerire la pressione sui pronto soccorso, che devono essere destinati esclusivamente alle emergenze e così come i reparti alle acuzie.

Purtroppo, nella provincia di Reggio Calabria e in gran parte della Calabria, la rete della medicina di prossimità continua a registrare ritardi inaccettabili. Le Case della Comunità previste dal PNRR risultano ancora lontane dalla piena operatività e i nuovi ospedali programmati continuano ad accumulare ritardi che incidono pesantemente sull’assistenza sanitaria dei territori.

Non possiamo più consentire che il diritto alla salute venga sacrificato tra inefficienze, ritardi e carenze organizzative. I cittadini meritano risposte, diagnosi tempestive, percorsi assistenziali completi e una sanità pubblica in grado di garantire qualità, appropriatezza e dignità delle cure.

Dove emergeranno criticità documentate, non esiteremo a chiedere verifiche agli organi competenti, compresa la Procura della Repubblica e la procura della Corte dei Conti, qualora si configurino ipotesi di lesione del diritto alla salute o possibili profili di danno erariale.

La salute dei cittadini non può essere oggetto di improvvisazione. È tempo di assumersi responsabilità, lavorare con trasparenza e restituire ai calabresi una sanità all’altezza dei loro diritti.

Comitato Spontaneo a Tutela della Salute