Consiglio Comunale di Taurianova. Un “incandescente” giuramento del Sindaco Domenico Romeo. Duri attacchi di Biasi e Loprete. Non vengono concessi i “preliminari”

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Eccoci qua, siamo al primo Consiglio Comunale dell’avvento di Domenico Romeo detto Mimmo (Ter), dove i punti all’Ordine del giorno sono quelli ordinari di un Civico Consesso d’esordio dopo la vittoria a elettorale nei confronti dell’uscente Roy Biasi, come il giuramento, la convalida degli eletti e la comunicazione/presentazione della Giunta al Consiglio Comunale (e che Giunta…un brivido come la carezza di un bradipo lungo la schiena).

Il Consiglio Comunale è così formato. La maggioranza con 11 consiglieri (gli ex biasiani Arcuri, Gallo, Di Giorgio, Panarello, Romeo e Savoia, Timpano. Mentre Marzico, Raso e Sicari sono stati eletti rispettivamente vicesindaco e assessori e che secondo rumors dovrebbero dimettersi per fare spazio a Bellantonio un altro ex biasiano, Arena e Brigandi). La Minoranza è così formata con 5 Consiglieri Comunali: l’ex sindaco Biasi, Caridi, Fedele e Grimaldi per il “Centrodestra Unito per Taurianova”, mentre il centrosinistra è rappresentato dall’ex candidato a sindaco, il dem Raffaele Loprete.

L’esecutivo che affiancherà Mimmo Romeo è formato dal vicesindaco Marzico e gli assessori, Raso, Sicari, Valotta e (il “giovane emergente”) Siclari.

Si inizia con la polemica in quanto l’ex sindaco Biasi rivendica i “preliminari” e il sindaco Romeo asserisce in quanto presidente della prima seduta consiliare che “voglio dire che, i preliminari non sono previsti”. In sintesi: già iniziamo “bene”, molto “bene” (sic!).

Si passa ai punti dell’Ordine del Giorno con gli atti dovuti, ovvero la proclamazione degli eletti, si passa all’elezione del presidente del consiglio comunale e la maggioranza propone Marcello Carlo Romeo e vicepresidente Antonella Panarello.

Biasi prende la parola per un aspetto tecnico dichiarando che essendo scesi sotto i 15 mila abitanti che va modificato il regolamento in quanto il ruolo per legge della figura del presidente del consiglio è priorità del sindaco “anche per questione di economicità” e che “tale incarico viene assunto in maniera gratuita” e “qualsiasi emolumento a favore del presidente del consiglio sono a carico del bilancio comunale, mentre per l’esecutivo viene retribuito con i trasferimenti statali e mi auguro che questa carica diventi gratuita”, dichiarando l’astensione in quanto si tratta di “un’azione illegittima”.

Vengono comunque eletti alla carica di presidente e vicepresidente del Consiglio Comunale, Marcello Carlo Romeo (nei fatti il più giovane presidente del consiglio comunale più giovane che Taurianova abbia vuto), e Antonella Panarello con tutta la minoranza che si astiene.

Poi c’è il discorso di rito (leggendo sul foglio) del presidente con la solita questione sull’imparzialità e corretto funzionamento del Consiglio, raccomandando di mettere da parte ideologie e attacchi personali, etc..etc…dichiarando inoltre che qualora ci fosse un’indennità, sarà rifiutata dallo stesso (affermazione avvenuta dopo una breve pausa).

Si passa al giuramento di rito del sindaco Domenico Romeo sottolineando la sua battaglia contro la “criminalità organizzata ed ogni condizione di tipo mafioso”, e che “ricoprire per la terza volta l’incarico di sindaco è motivo di orgoglio”, ringraziando anche la minoranza ripetendo che “sarò il sindaco di tutti e che le differenze siano un elemento prezioso per vita democratica che potrebbero raggiungere ottimi risultati”. Ed ancora leggendo il foglio (infatti mancano i “voglio dire”), “ci attendiamo delle sfide ambiziose per la fiducia che ci è stata democraticamente affidata. Manterremo un confronto sereno e costante perché il periodo elettorale è concluso e Taurianova ha bisogno di un clima sereno ed è necessario guardare al futuro”. Da sottolineare che tutti hanno ringraziato le forze dell’ordine.  

Vengono poi fatte le comunicazioni ufficiali della Giunta Comunale e dopo prende la parola il consigliere Gallo che parla di una giunta formata “in maniera naturale senza stanze segrete”, tipo come quelle erbe che escono spontaneamente, nel senso che erano concentrati per la vittoria del sindaco, e intanto la Giunta cresceva.

Il dem Loprete prende la parola e subito sferra il primo attacco, “avverto dentro di me la necessità di portare il saluto del Partito Democratico e del gruppo “Radici e Futuro” e che ha saputo con dignità assorbile tormenti e che il suo ruolo non sarà contraddistinto da banalità e l’attenzione severa sulla regolarità dell’azione amministrativa”. Loprete conclude rivolgendosi a Gallo sulla formazione della Giunta “speriamo che questo breve tempo non produce condizioni affrettate in quanto dai nomi vede parecchia confusione (…) e nel guardare l’Albo Pretorio non riesce a capire com’è stato presentato il progetto (il riferimento è “Sport e Periferie”), se è giusto che si partecipe ad un bando con la compartecipazione del Comune di 330 mila euro in caso di vittoria per un totale di 2.2 milioni di euro. E che si possono ottenere i finanziamenti però dalla Promozione in poi non si può fare, quando si poteva fare nel Campo di “San Martino”, o avete partecipato facciamo subito il bando tanto per fare perché così non si fa. Non ci sono le dimensioni e che dobbiamo solo destinare solo fino alla Promozione”.  Loprete parla anche di una bella notizia, “sono andato alla Città Metropolitana e che c’è stata un nuova Determina a integrazione di un’altra sull’ultimazione del famoso Palazzetto dello Sport per 130 mila euro”, viene interrotto dal presidente del Consiglio (sic!). Iniziamo “bene” eh sì iniziamo “bene”. Loprete va a concludere in quanto sollecitato dal presidente del Consiglio Comunale, “la democrazia non si rispetta”, nasce un battibecco oltre a chiedere al pubblico di non applaudire nel mentre Loprete invita le forze dell’ordine ad intervenire. Loprete conclude menzionando la famosa “pista di ghiaccio” riportata anche in una relazione della commissione d’accesso quando fu sciolto per la seconda volta per infiltrazione mafiosa Romeo.

Di Giorgio prendendo la parola redarguendo Loprete dicendo “che la campagna elettorale è finita e che tornare indietro fa male alla città e che voi avete perso”, nel senso: rassegnatevi!

L’ex sindaco Biasi, “so di non avere il favore della claque, ma colgo l’occasione per salutare il presidente che ha avuto un pessimo esordio”. Biasi rivolge i ringraziamenti alla sua squadra che ha governato con lui per cinque anni. “Ho avuto l’onore di guidare una città straordinaria, e consegniamo alla nuova maggioranza una città che ha cambiato il volto e in dote un grande patrimonio, dall’acqua fino ai lavori in corso e su quello che vi abbiamo lasciato”, elencando una lunghissima serie di opere con i relativi costi che la nuova maggioranza ha ricevuto in dote dall’ex maggioranza. “Oggi per noi inizia una stagione nuova e non cambia di un millimetro l’amore per la città e sarà un’opposizione vigile e intransigente”, Biasi continua, “i servizi sociali non arretrano così come gli spettacoli estivi affinché Taurianova non ritorna al buio del passato e saremo inflessibili contro le marchette elettorali e già nelle prime determine esiste una marchetta elettorale che parleremo in un altro momento”.

Prende subito dopo la parola il vicesindaco Marzico che parla di “giusto significato al ruolo che svolgeranno con responsabilità di individuare i progetti giusti per il bene della città. Bisogna remare nella stessa direzione”. Si passa al prossimo punto e Loprete cerca di prendere la parola e non gli viene concessa dal Presidente del Consiglio Comunale, Loprete vuole replicare a degli insulti e il Presidente Romeo ribadisce che non è stato insultato né può prendere la parola due volte per lo stesso punto. Si passa così al quinto punto e prende la parola l’assessore Raso che esprime ringraziamento per la fiducia sulla delega alla “pubblica istruzione” in quanto da rappresentante d’istituto “ha ascoltato le esigenze della scuola e per affrontare sfide educative e percorsi di crescita”, però ha parlato a braccio, da sottolineare. È la volta dell’assessore Valotta che nel suo esordio, parla del suo ruolo come assessore alla cultura che collaborerà con le associazioni per una crescita culturale, “lavorando per una città che crea, legge e produce” e con onestà ha fatto anche riferimento al lavoro della passata amministrazione dando atto del grande lavoro fatto. A giro di boa parla l’assessore Sicari e poi (il “giovane emergente”) Siclari, “siedo qui per espressa volontà del sindaco Romeo e tutti i consiglieri di maggioranza per aver condiviso tale scelta. Non è la prima esperienza in quanto la mia prima nomina esterna risale al 1997, sono il ‘nonnino’ della situazione”. Lo dice lui. Poi Siclari parla di una “grande responsabilità anche perché deve dimostrare al sindaco che la scelta non vada delusa e di lavorare nel massimo impegno nell’esclusivo interesse della città, e non deludere attese e aspettative. Sarò a disposizione di tutto il Consiglio Comunale senza alcuna bandierina di appartenenza in mano”.

Si passa poi all’elezione della commissione elettorale che sarà formata da Di Giorgio, Arcuri e Caridi, mentre i supplenti sono Biasi, Savoia e Demoro.

Si chiude la prima seduta dopo un’ora e 44 minuti e vi diamo appuntamento “preliminarmente” alla prossima volta!