Cassa Ragionieri, pensioni a rischio? Interrogazione in Parlamento: dubbi su conti, investimenti e sostenibilità futura

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Cassa Ragionieri, interrogazione in Parlamento: dubbi su conti, investimenti e sostenibilità futura

Utili nel 2025, ma emergono criticità su patrimonio, crediti e gestione finanziaria della Cnpr

Roma — Utili milionari in bella mostra, ma dietro i numeri ufficiali potrebbe nascondersi una voragine previdenziale pronta a esplodere. È questo l’allarme lanciato in Parlamento con una durissima interrogazione presentata dall’onorevole Romano, che punta il dito contro la Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili (Cnpr).

Sulla carta il bilancio 2025 sorride: oltre 191 milioni di utile lordo e quasi 85 milioni netti. Ma scavando tra i documenti tecnici emergerebbe uno scenario ben più inquietante.

ISCRITTI IN CADUTA, PENSIONATI IN AUMENTO

Il dato che fa tremare è il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati: oggi sarebbe fermo a 1,72. Ma le proiezioni parlano di un crollo impressionante fino a 0,42 nel 2044. Tradotto? Meno di un contribuente attivo per ogni due pensionati.

E non è tutto: secondo le stime citate nell’interrogazione, il saldo gestionale della Cassa potrebbe diventare negativo già dal 2033, restando in rosso per quasi trent’anni.

IL GIALLO DEI 617 MILIONI “SPARITI”

Altro nodo esplosivo: il patrimonio previsto dieci anni fa.
Nel 2014 la Cnpr stimava per il 2025 un patrimonio di 3,48 miliardi di euro. Oggi la previsione sarebbe scesa a 2,86 miliardi.

Uno scarto mostruoso: circa 617 milioni di euro in meno rispetto alle attese.

Possibile errore di valutazione? Gestione troppo ottimistica? O qualcosa è andato storto lungo il percorso?

CREDITI FANTASMA E RISCHIO INSOLVENZE

A preoccupare ci sono anche i crediti contributivi: ben 707 milioni vantati verso gli iscritti. Ma quasi la metà sarebbe già considerata difficilmente recuperabile.

Il fondo svalutazione crediti, infatti, ammonterebbe a 326 milioni: il 46% del totale.

Numeri che alimentano dubbi sulla reale solidità dei conti.

IL “FONDO SCOIATTOLO” CHE NON CORRE PIÙ

Poi c’è il caso del famigerato “Fondo Scoiattolo”, creato nel 2011 per vendere il patrimonio immobiliare della Cassa. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il fondo sarebbe stato travolto da svalutazioni, calo del valore delle quote e continui rinvii delle dismissioni.

Da operazione strategica a zavorra finanziaria?

INVESTIMENTI SOTTO LE ATTESE, MA COMMISSIONI D’ORO

Le ombre si allungano anche sulla gestione finanziaria.
Dal 2015 al 2025, le gestioni patrimoniali avrebbero reso meno dei benchmark di riferimento. E questo nonostante commissioni elevate, comprese quelle di performance.

In pratica: risultati inferiori al mercato, ma costi comunque altissimi.

IL TAR STRIGLIA LA CASSA: “SERVE TRASPARENZA”

A rendere ancora più incandescente la vicenda è arrivata la sentenza del Tar Lazio del 15 aprile 2026. I giudici hanno accolto il ricorso di un iscritto, ordinando alla Cnpr di consegnare documenti richiesti tramite accesso civico.

Nella sentenza il tribunale parla apertamente di “controllo diffuso” sull’utilizzo delle risorse dell’ente.

Un richiamo pesante sul fronte della trasparenza.

ORA IL GOVERNO DOVRÀ RISPONDERE

L’interrogazione chiede ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia se siano già state avviate verifiche sulla sostenibilità della Cassa e sulla correttezza della gestione.

Sul tavolo c’è perfino l’ipotesi di applicare le misure straordinarie previste dal decreto legislativo 509 del 1994.

In gioco non ci sono soltanto numeri e bilanci: ci sono le pensioni future di migliaia di professionisti italiani.

Interrogazione a risposta scritta:

ROMANO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: la Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali è un ente previdenziale privatizzato ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell’economia e delle finanze, con il compito di gestire la previdenza obbligatoria dei ragionieri commercialisti ed esperti contabili iscritti;

   la normativa vigente impone alle casse previdenziali privatizzate il mantenimento dell’equilibrio finanziario e attuariale nel lungo periodo, nonché criteri di sana e prudente gestione, trasparenza amministrativa e tutela delle posizioni previdenziali degli iscritti;

   dal bilancio consuntivo 2025 della Cnpr emerge un utile lordo pari a 191,07 milioni di euro e un utile netto pari a 84,96 milioni di euro;

   secondo quanto riportato nella documentazione allegata al bilancio e in analisi pubbliche formulate da iscritti alla Cassa, il bilancio tecnico-attuariale dell’ente evidenzierebbe tuttavia un progressivo deterioramento del rapporto tra iscritti attivi e pensionati, attualmente pari a 1,72, con una previsione di discesa a 1,33 nel 2029, a 0,82 nel 2034 e a 0,42 nel 2044, mentre il saldo gestionale sarebbe stimato negativo dal 2033 fino al 2062;

   dalla medesima documentazione emergerebbe inoltre che il bilancio tecnico del 2014 prevedeva, per il 2025, un patrimonio pari a 3,484 miliardi di euro, mentre il bilancio tecnico del 2024 stimerebbe per lo stesso esercizio un patrimonio pari a 2,867 miliardi di euro, con uno scostamento di circa 617 milioni di euro rispetto alle precedenti proiezioni;

   sempre secondo i dati riportati nella citata documentazione, i crediti contributivi lordi verso iscritti ammonterebbero a circa 707 milioni di euro, a fronte di un fondo svalutazione crediti pari a 326 milioni, corrispondente al 46,1 per cento del totale;

   ulteriori elementi di criticità riguarderebbero il cosiddetto «Fondo Scoiattolo», istituito nel 2011 per la dismissione del patrimonio immobiliare dell’ente, il cui andamento sarebbe stato caratterizzato da ripetute svalutazioni, riduzione del Nav e proroghe delle operazioni di dismissione;

   la documentazione disponibile evidenzierebbe inoltre che, nel periodo compreso tra giugno 2015 e dicembre 2025, le gestioni patrimoniali mobiliari avrebbero registrato rendimenti inferiori al benchmark di riferimento, pur in presenza di rilevanti commissioni di gestione e di performance;

   in data 15 aprile 2026 il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, con sentenza relativa al ricorso n. 15225/2025, ha accolto il ricorso presentato da un iscritto alla Cnpr in materia di accesso civico generalizzato, ordinando alla Cassa l’esibizione della documentazione richiesta relativa al procedimento di modifica statutaria dell’ente;

   nella medesima sentenza il Tar ha affermato che l’istanza risultava finalizzata al controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali della Cassa e sull’utilizzo delle risorse affidate all’ente;

   la sostenibilità finanziaria delle casse previdenziali privatizzate e la corretta gestione del patrimonio previdenziale costituiscono profili di rilevante interesse pubblico, anche in considerazione delle funzioni di vigilanza attribuite ai Ministeri competenti e della necessità di garantire la tutela previdenziale degli iscritti –:

   quali elementi risultino ai Ministri interrogati in merito ai fatti esposti in premessa e se, alla luce delle criticità evidenziate dai bilanci tecnici, dell’andamento della gestione patrimoniale e immobiliare, dell’elevato ammontare dei crediti svalutati, nonché della recente pronuncia del Tar Lazio in materia di accesso civico e trasparenza amministrativa, siano state avviate o si intendano avviare verifiche, per quanto di competenza, nei confronti della Cnpr, anche ai fini dell’accertamento della sostenibilità finanziaria e attuariale dell’ente, della correttezza amministrativa e gestionale, anche valutando l’eventuale adozione delle misure previste dall’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo n. 509 del 1994.
(4-07969)