Dalla griglia al Prefetto, dall’erba al silenzio: la Città Metropolitana abbandona la Rotatoria San Bartolo 

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Di CLEMENTE CORVO

È una vergogna che grida vendetta. Dopo la figuraccia della griglia rotta al centro della rotatoria di San Bartolo, tra Amato e San Martino, risolta solo dopo mesi di rimpalli e dopo esserci dovuti rivolgere addirittura a Sua Eccellenza il Prefetto, siamo costretti a tornare sullo stesso maledetto incrocio di competenza della Città Metropolitana.

Oggi la rotatoria di San Bartolo è una giungla. La vegetazione all’interno ha superato i due metri d’altezza. Copre completamente la segnaletica stradale e azzera la visuale per auto e motocicli. Entrare in quella rotatoria è come giocare alla roulette russa: non vedi chi arriva, non vedi dove vai.

È un attentato alla sicurezza pubblica su una strada gestita dalla Città Metropolitana. Un’ordinaria manutenzione che sarebbe costata poche centinaia di euro e due ore di lavoro. Invece nulla. Da settimane. L’incuria è totale, il disprezzo per la vita dei cittadini è evidente.

Decine di cittadini ci hanno scritto, esasperati. Pendolari, padri di famiglia, motociclisti. Tutti dicono la stessa cosa: “Qui ci scappa il morto”. E allora ci chiediamo: la Città Metropolitana deve aspettare una tragedia prima di tagliare quell’erba?

È inaccettabile che per far funzionare l’ordinaria amministrazione si debba scomodare il Prefetto. La prima volta per una griglia. Ora per quattro erbacce. Che fine ha fatto la Città Metropolitana? Dov’è il buon senso? Dov’è la vergogna?

Pretendiamo un intervento immediato della Città Metropolitana. Non domani. Non la prossima settimana. Subito. Perché ogni ora che passa è un rischio in più. E se dovesse succedere una tragedia, i responsabili avranno un nome e un cognome: Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Reggio non può morire di incuria. La rotatoria di San Bartolo va bonificata ora. Senza disturbare per la seconda volta Sua Eccellenza il Prefetto per fare quello che la Città Metropolitana dovrebbe fare in un’ora.