Sanità e porto di Gioia Tauro la grande sfida sulla autonomia differenziata. Il Porto gioiese può fare la differenza dai dazi e iva può stravolgere economicamente la nostra Regione
Apr 12, 2026 -
L’autonomia differenziata può essere una risorsa, se gestita bene. È chiaro che, in questa fase storica del Paese, la Calabria è indietro rispetto alle regioni del Nord: dobbiamo accettare la sfida, ma non subirla.
Se attorno all’autonomia differenziata — insieme all’uscita dal piano di rientro e alla fine del commissariamento della sanità — si attuano politiche efficaci, questo può valere anche per il grande porto di Gioia Tauro. È lì la vera scommessa: i due settori fondamentali dell’economia calabrese sono la sanità, che assorbe il 70% della spesa pubblica, e il porto di Gioia Tauro.
Sul porto dobbiamo intervenire: bisogna far pagare dazi e IVA a tutti i container che arrivano da fuori dell’Unione Europea. Secondo analisi di esperti del settore, oggi incassiamo una miseria — mentre potremmo arrivare a oltre 5 miliardi l’anno.
Attualmente i container provenienti dall’Estremo Oriente vengono smistati e i dazi si pagano nei porti o interporti del Centro-Nord. Dobbiamo far sì che questo avvenga a Gioia Tauro. Se ci riusciamo, la Calabria diventerà una regione più forte.
Sono convinto che, attraverso questo percorso, impareremo a diventare una regione virtuosa, capace di reggere il confronto con tutte le altre regioni d’Italia.




