Sanità calabrese, l’appello del Comitato per la tutela della salute: “Il diritto di curarsi nella propria terra”

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Sanità calabrese, l’appello del Comitato per la tutela della salute: “Il diritto di curarsi nella propria terra”


Un appello forte e carico di preoccupazione arriva dal Comitato spontaneo a tutela della salute, che ieri sera ha letto pubblicamente un documento davanti all’ospedale Ospedale Santa Maria degli Ungheresi.
Il testo, presentato alla presenza del vescovo e di numerosi cittadini, rappresenta la voce di una comunità che chiede risposte sul grave stato in cui versa la sanità pubblica calabrese. Alla mobilitazione hanno preso parte cittadini, amministratori locali e rappresentanti di comitati civici, uniti dalla preoccupazione per una situazione che da anni mette in difficoltà il diritto alla cura dei cittadini.
Nel documento si sottolinea come la crisi della sanità regionale si inserisca anche in un contesto internazionale segnato da tensioni e instabilità geopolitiche, elementi che rendono ancora più urgente il rafforzamento del sistema sanitario pubblico.
Nei prossimi giorni una delegazione composta da sindaci e rappresentanti dei comitati civici porterà personalmente il documento a Roma. L’obiettivo è consegnarlo alle più alte cariche dello Stato: alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro della Salute Orazio Schillaci e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un gesto simbolico ma anche politico, con cui il territorio intende chiedere allo Stato di ascoltare direttamente la richiesta di dignità sanitaria che arriva dalla Calabria.
Intanto, nelle stesse ore, il Comitato ha rivolto un appello a tutti i sindaci della regione e ai comitati civici affinché aderiscano formalmente al documento, rafforzando quella che viene indicata come una battaglia comune.
Il messaggio finale è chiaro:
la Calabria non chiede privilegi, ma il diritto fondamentale di potersi curare nella propria terra.