L’OPERAZIONE. Rapina al Toys Center di Reggio Calabria, arrestati i due autori, avevano rubato 45 mila euro dopo aver minacciato gli impiegati con una pistola
Mar 14, 2026 - redazione
In data 11 marzo 2026, all’esito delle indagini finora condotte e coordinate dalla Procura della
Repubblica di Reggio Calabria, la Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia
cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio
Calabria nei confronti di due soggetti originari e residenti a Reggio Calabria.
Il provvedimento, eseguito dagli investigatori della IV sezione della Squadra Mobile di
Reggio Calabria, è stato emesso alla luce dell’individuazione dei presunti responsabili quali
gravemente indiziati della rapina a mano armata commessa il 22 dicembre 2025, all’interno del punto
vendita di via De Nava di Reggio Calabria del negozio Toys Center.
In particolare, giungendovi a bordo di uno scooter oggetto di furto, recante una targa associata
ad altro veicolo, anch’essa di provenienza illecita, i due soggetti entravano nell’esercizio commerciale
con il volto coperto da passamontagna e si impossessavano del denaro contenuto all’interno della
cassaforte, per circa € 45.000, dopo aver minacciato gli impiegati con una pistola ed essersi
appropriati del dispositivo telefonico di una dipendente, al fine di impedirle di contattare le forze
dell’ordine.
Dunque, i due si davano alla fuga utilizzando il medesimo motociclo e facendo perdere le proprie
tracce.
Con il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Squadra
Mobile di Reggio Calabria addiveniva all’identificazione degli autori della rapina, ricostruendone i
movimenti precedenti e successivi alla commissione del reato, attraverso l’attenta analisi delle
immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadini, messe a sistema con le risultanze di altri
approfondimenti investigativi, consistiti, tra gli altri, in appostamenti, servizi di controllo ed indagini
tecniche della Polizia Scientifica.
Gli investigatori, infine, rinvenivano parte dei proventi della condotta criminosa – organizzata
per tempo e pianificata nei minimi dettagli – nella disponibilità di uno dei due destinatari
dell’ordinanza cautelare, proprio in sede di esecuzione della stessa.
Il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari, che proseguono con il dovuto
interessamento, e, pertanto, le persone sottoposte alle indagini devono essere considerate non
colpevoli fino a sentenza di condanna passata in giudicato.




