Molochio, Il gruppo “Primavera”, “Se questa non è conoscenza approssimativa…”

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Riceviamo e pubblichiamo

Non intendiamo controreplicare nel merito alla questione portata avanti dal Consigliere Ismaele Ottavio Caruso (rispetto alla quale abbiamo già preso posizione con nota già pubblicata) poiché riteniamo che non sia questa la sede deputata al contraddittorio politico ad oltranza su materia estremamente tecnica.  

Ci limitiamo solamente ad osservare che, travisare totalmente i contenuti di una sentenza col precipuo fine di “manipolare” il pensiero critico del lettore persuadendolo del fatto che la propria tesi trovi conferma nella giurisprudenza amministrativa, non solo fa scadere il confronto politico a livelli inaccettabili, ma tradisce il fondamentale principio della verità dell’informazione esposta che rappresenta la base per il legittimo esercizio del diritto di critica.

La prima delle due sentenze degli organi giurisdizionali amministrativi citate dal Consigliere Caruso (Sez. V, Sent. n. 5197/2025) è quella che, a suo dire, confermerebbe la sua posizione in merito alla presunta carenza informativa della “Scheda H” di cui alla Nota di aggiornamento al DUP 2026-2028’, discussa nel corso della seduta consiliare del 4 marzo scorso.

Sul punto il Consigliere Caruso afferma testualmente: “Non è demagogia, è diritto. La giurisprudenza consolidata conferma la mia posizione: Il Consiglio di Stato (Sez. V, Sent. n. 5197/2025) stabilisce che la carenza di atti necessari alla comprensione dei flussi finanziari (come una Scheda H incompleta) vizia l’intero iter deliberativo”.

Ebbene, contrariamente a quanto affermato dal Consigliere Caruso, il caso scrutinato nella citata sentenza nr. 5197/2025 pronunciata dalla sez. V del Consiglio di Stato, nulla ha a che vedere con vizi e/o irregolarità formali inerenti l’iter deliberativo di documenti afferenti il bilancio, né fa il benché minimo cenno a questioni di carenza di atti necessari alla comprensione dei flussi finanziari.

La sentenza in questione affronta, infatti, il tema del rapporto fra il diritto d’accesso di cui all’art. 43, comma 2, del d.lgs n. 267/2000 e la tutela della riservatezza dei dati dei terzi che, come può ben comprendersi, nulla ha a che vedere con il tema della presunta carenza informativa della “Scheda H” di cui alla Nota di aggiornamento al DUP 2026-2028’, alla base della posizione, del tutto priva di fondamento, assunta dal Consigliere Ismaele Ottavio Caruso.

Del tutto inconferente rispetto a detto tema è anche la seconda sentenza evocata dal Consigliere di minoranza (TAR Sardegna, Sent. n. 387/2016) che ha statuito l’annullamento della deliberazione consiliare di approvazione del bilancio di previsione finanziario, in ragione della mancata messa a disposizione, entro il termine previsto dal regolamento di contabilità del Comune, della documentazione necessaria per l’esame del contenuto del bilancio.

Come si intuisce, il fatto esaminato in detta sentenza, è ben diverso da quello oggetto del dibattito strumentalmente sollevato dal Consigliere Caruso, il quale non lamenta la intempestiva messa a disposizione di un atto (la “Scheda H”, appunto) bensì la sua presunta incompletezza informativa (peraltro, anch’essa inesistente, per le ragioni già esposte in sede di Consiglio e spiegate nel precedente comunicato).

Alleghiamo alla presente nota i testi integrali delle sentenze citate, senza aggiungere altro.

Pensiamo sia giusto lasciare ai lettori la libertà di trarre le proprie conclusioni precisando che i rilievi tecnici a confutazione delle pretenziose prospettazioni del Consigliere di minoranza saranno eventualmente esposte nelle sedi opportune dinanzi alle Autorità competenti.

Il gruppo politico di maggioranza “Primavera”