L’Attacco. Ospedale di Polistena, diffida all’Asp di Reggio Calabria da parte del Comitato spontaneo per la Salute, “l’Asp deve rispondere entro 30 giorni, altrimenti procederemo per vie legali”
Feb 26, 2026 - redazione
Ieri, ad una riunione della nostra ASP, è stata letta da parte della dg Di Furia,la diffida firmata dal Comitato e da 2.400 cittadini ai medici degli ospedali di Polistena e Gioia Tauro.
Si tratta di una diffida di oltre 100 pagine, dettagliata e precisa, sottoscritta dalla presidente del Comitato, una professionista la cui preparazione non è stata regalata, ma conquistata con studio, impegno e sacrifici personali e familiari.
Caso curioso: il correttore automatico ha trasformato “OBI” (Osservazione Breve Intensiva) in “sala hobby” del primario di Pronto Soccorso. Probabilmente il correttore più avanti della scrivente ha percepito, inconsciamente, che ci si trovava di fronte a un personaggio ,il primario di pronto soccorso, il cui comportamento talvolta appare più caratterizzato da momenti di ilarità e dissociazione dalla realtà che da presenza professionale costante in un luogo intensivo di cura come l’OBI, che a Polistena rimane chiusa per carenza di personale. Ora, però, sembra che non faccia più comodo al primario parlarne.
Il Comitato era ben accetto e considerato preparatissimo quando, in maniera riservata, veniva chiamato a evidenziare ciò che gli veniva prospettato dallo stesso . Oggi, di fronte a una diffida così articolata, l’unica reazione registrata è un sorriso sarcastico di alcuni chiamati “medici” e il suggerimento di “denuncia” da parte del primario di pronto soccorso. Questi “professionisti”, si i fa per dire ,dovrebbero davvero vergognarsi.
Ricordo a me stessa che la laurea in medicina non fa di un uomo un medico. E mi fermo per non andare oltre.
Eppure, dovremmo ricordare che stiamo parlando di un oculista che dirige un reparto di emergenza-urgenza. Probabilmente un caso unico in Italia. Questo fatto dovrebbe far riflettere sulle procedure con cui l’ASP di Reggio Calabria seleziona e monitora i bandi e le competenze.
Il Comitato non agisce per interessi personali, non ha padrini né padroni. Denunciamo disservizi concreti, dolore reale dei cittadini che non riescono più a programmare interventi chirurgici perché l’attenzione è concentrata esclusivamente sull’emergenza. Parliamo di carenze che riguardano turni notturni come nel reparto di ortopedia che ha bisogno dell’ospedale di Locri per rimanere aperto ,reperibilità e organico insufficiente: questioni che non possono essere ignorate. capisco che a qualche medico può dare fastidio,ma la verità vanno dette perché la tutela dei cittadini viene prima di un interesse personale.
La nostra azione non è un optional: è il frutto di un’indagine attenta sui bisogni dei cittadini. Non temiamo denunce né critiche, perché diciamo la verità, e la verità va sempre difesa.
Vogliamo un reparto di oncologia che funzioni come day-hospital, non limitato a sporadiche consulenze. Vogliamo un primario di ortopedia competente, figura che potrebbe rappresentare uno spartiacque tra il vecchio e il nuovo, e magari convincere un professionista che ha chiesto le dimissioni a rientrare. Vogliamo un primario di psichiatria dopo vent’anni di facente funzioni.
È una vergogna che, dopo tutto questo tempo, dobbiamo subire critiche da chi dovrebbe servire i cittadini, non difendere comodità o posizioni personali. Il nostro messaggio è chiaro: il diritto alla salute è sacrosanto e non tollereremo che venga ignorato.
2.400 cittadini hanno firmato: l’ASP deve rispondere entro 30 giorni, altrimenti procederemo per vie legali. Non siamo qui per compromessi, ma per rivendicare ciò che è dovuto: un sistema sanitario efficiente, trasparente e rispettoso dei cittadini.




