Ex tirocinanti ministeriali. Cannizzaro (FI), “Lieto fine per operatori della giustizia, adesso avanti con cultura e istruzione”
Feb 20, 2026 - redazione
“È un risultato straordinario l’inserimento, nel testo bollinato del DL PNRR, di una norma da noi sollecitata, che dispone la stabilizzazione di tutti quegli operatori giudiziari noti come ‘ex tirocinanti ministeriali’, prevedendo la possibilità per lo stesso Ministero di procedere, nel corso dell’anno 2026, all’assunzione a tempo indeterminato proprio di questa platea di lavoratori. Questo è avvenuto a seguito dell’impegno del Ministero della Giustizia nell’ambito di un accordo sul personale chiuso a fine gennaio e per il quale ringrazio per la sensibilità il Ministro Carlo Nordio, il Viceministro Francesco Paolo Sisto ed il Sottosegretario Andrea Delmastro.”
Lo comunica Francesco Cannizzaro, Vice Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati e Segretario regionale della Calabria.
“Com’è noto, anche i lavoratori applicati alle sedi del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Istruzione sono nelle stesse condizioni, facendo capo tutti allo stesso storico bacino. E non li abbiamo certo dimenticati. Infatti – spiega il parlamentare reggino – per gli operatori dipendenti del Ministero della Cultura, avevamo ottenuto una riformulazione del mio emendamento da parte del Governo, che prevedeva la proroga dei contratti fino al 31 dicembre 2026: una norma funzionale ad un percorso definitivo di stabilizzazione, su cui stiamo continuando a lavorare senza sosta. Pur avendo ottenuto parere favorevole, a causa di tempi tecnici legati ai lavori della Commissione nell’ambito di questo provvedimento, purtroppo non è stato possibile approvare il mio emendamento all’interno del Decreto Milleproroghe, così come tantissimi altri emendamenti con pareri favorevoli che riguardavano diversi ambiti e territori.
Ma la questione non finisce qui – assicura Cannizzaro – perché non intendiamo lasciare indietro nessuno, volendo garantire un trattamento uniforme per tutti gli ‘ex tirocinanti’ puntando alla stabilizzazione dell’intera platea. Pertanto, questa norma sarà approvata o all’interno del già citato Decreto PNRR, o all’interno di altri provvedimenti in esame nei prossimi giorni al Parlamento; ad ogni modo, quindi, è tutto soltanto rimandato di poco.
Per quanto riguarda, invece, il personale che opera presso le scuole, in questa fase il Ministero dell’Istruzione non ha inteso definire un percorso. Ma nelle settimane che ci separano dalla scadenza dei loro contratti (prevista a luglio) lavoreremo per la definizione di norme specifiche che possano anch’esse trovare spazio nell’ambito del Decreto Legge PNRR, che già prevede diverse disposizioni in materia di assunzioni e rafforzamento della capacità amministrativa degli enti, oppure – come detto in precedenza – all’interno di altri provvedimenti in esame nei prossimi giorni.
Per questo, infatti, ho già concordato con il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, di istituire nei prossimi giorni un tavolo di concertazione coinvolgendo, assieme a Funzione Pubblica, i due ministeri interessati (Cultura e Istruzione) per elaborare concretamente percorsi e soluzioni che permettano a questo bacino di lavoratori (calabresi e non) di essere assorbito nel personale delle amministrazioni in cui operano da anni con serietà e dedizione, in una condizione di precariato che non può più essere tollerata e per cui insieme al Presidente della Regione Roberto Occhiuto ci stiamo battendo da anni senza soluzione di continuità.
Il nostro impegno è stato, è e sarà sempre lo stesso: raggiungere l’obiettivo di dare un futuro certo a questa platea di lavoratori che garantiscono ogni giorno il funzionamento di musei, tribunali, scuole e servizi essenziali della Calabria. Senza paura di smentita posso affermare – conclude Francesco Cannizzaro – che mai nessuna classe dirigente si è battuta così per loro. Forza Italia, sin dal primo giorno in cui si è fatta carico della questione, non li ha mai lasciati soli e continuerà a non lasciarli soli, fino a quando l’ultimo lavoratore non sarà stabilizzato.”




