Traffico di stupefacenti. Operazione “Papiro Blu”, Pasquale Varone di Melicucco, assolto dal reato di associazione e torna agli arresti domiciliari dopo tre evasioni
Feb 09, 2026 - redazione
Pasquale Varone, originario di Melicucco, è l’unico imputato, nell’ambito dell’operazione Papiro Blu, accusato del reato di cui all’art. 74 del D.P.R. 309/90 che ha scelto di fare il rito ordinario, riuscendo ad ottenere l’assoluzione dal reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
L’uomo era stato tratto in arresto, insieme ad altri 11 imputati, con l’accusa di essersi associato, a partire dall’anno 2020, con lo scopo di commettere una pluralità indeterminata di delitti tra quelli previsti dall’art. 73 del Dpr 309/1990.
Le indagini avevano consentito il sequestro di oltre 50 kg di cocaina purissima, trasportata dalla Calabria in Sicilia, e individuato accordi e cessioni per centinaia di kg dal valore di diversi milioni di euro. Più in particolare, secondo le indagini, l’associazione aveva la propria base operativa per lo smercio dello stupefacente a Palermo, da cui giungevano fiumi di coca dalla Calabria da membri della cosca Barbaro di Platì, una delle più influenti e radicate sul territorio italiano e all’estero.
Il Varone, difeso dagli Avv.ti Giuseppe Milicia e Francesco G. Formica, entrambi del foro di Palmi, era stato posto agli arresti domiciliari durante il processo di primo grado per motivi di salute ma pochi mesi dopo, a causa delle plurime violazioni della misura cautelare concessagli, era stato ritradotto nel carcere di Palmi.
All’esito del lungo dibattimento dinnanzi alla quarta sezione del Tribunale di Palermo, anche per effetto della ottenuta assoluzione del Varone dal reato più grave di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, i suoi avvocati, che hanno sostenuto con esito positivo la tesi della mancanza di qualsivoglia accordo con i correi palermitani, hanno chiesto nuovamente ed ottenuto la gradazione della misura da parte del tribunale siciliano, che ha autorizzato il Varone a trascorrere la propria detenzione presso l’abitazione della moglie, nel comune di Ardore marina.



