Maltempo in Calabria, Falcomatà: “In Consiglio dei Ministri la montagna ha partorito il topolino”

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“Sugli stanziamenti del Consiglio dei Ministri, che hanno previsto un fondo di appena 33 milioni di euro per l’intera Calabria, a fronte di stime di danni per centinaia di milioni di euro, è evidente che siamo di fronte alla classica montagna che ha partorito il topolino. Noi siamo un paese che ogni anno inserisce all’interno della legge di bilancio circa trentacinque miliardi di spese militari. Siamo quello stesso paese che per finanziare gli oltre tre miliardi e mezzo per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, che sono anche un’ottima cosa, è andato ad attingere finanche al fondo per le vittime di mafia. In questo contesto il Consiglio dei Ministri di ieri ha previsto un investimento minimo per le comunità colpite dal ciclone Harry. Rispetto alle spese militari e agli armamenti il rapporto è di uno a cento. Cento per le armi e uno per la sicurezza dei cittadini del Mezzogiorno, per la messa in sicurezza dei nostri territori, per le attività balneari che sul nostro splendido litorale generano economia, turismo e occupazione”. Lo ha affermato a Palazzo Campanella il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà, intervenendo in aula durante il dibattito sull’emergenza maltempo che negli ultimi giorni ha colpito le coste dello Jonio calabrese ed delle altre regioni meridionali. 

“Mi avrebbe fatto molto piacere – ha aggiunto Falcomatà – vedere a fianco al Presidente Occhiuto, accanto al Ministro Musumeci e ai nostri sindaci in fascia tricolore, anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esattamente come avvenuto dopo l’alluvione in Emilia Romagna, dove si è messa gli stivali ed è andata in mezzo al fango. Mi viene da pensare che probabilmente questo non sia accaduto perché la Presidente non ha ritenuto necessario venire in Calabria o in Sicilia, visto che queste due regioni sono del suo stesso colore politico”.


“Io sono convinto che il Consiglio regionale debba sempre essere il luogo della proposta – ha affermato ancora Falcomatà – e credo in un atteggiamento ambizioso e propositivo. Ritengo giusto lavorare sulla protezione e sul ripascimento delle nostre coste, per evitare che l’onda e che il mare arrivi con quella forza con cui è arrivato in quest’ultima alluvione. Per farlo serve ad esempio colmare una grave lacuna legislativa della nostra Regione, ovvero l’assenza di una legge sull’estrazione per il materiale all’interno delle fiumare. Una legge – ha concluso il Consigliere dem – che consentirebbe non soltanto di avere maggiore risorse per mettere in sicurezza il territorio, ma che consentirebbe anche di dare ossigeno all’economia locale. Su questo noi ci siamo, su questo siamo pronti a lavorare”.